Docenti che sostituiscono dirigenti: indennità è calcolata per la buonuscita?

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L’indennità di funzioni superiori è prevista dall’art. 69 del CCNL comparto scuola 1994-1997 ed è richiamata nei successivi contratti, ivi compreso quello vigente.

L’indennità di funzioni superiori è prevista dall’art. 69 del CCNL comparto scuola 1994-1997 ed è richiamata nei successivi contratti, ivi compreso quello vigente.

Il detto art. 69 così stabilisce:

  1. Al personale docente incaricato dell’ufficio di presidenza o di direzione, e al docente vicario, che sostituisce a tutti gli effetti il capo d’istituto per un periodo superiore a quindici giorni, nei casi di assenza o impedimento, nonché all’assistente amministrativo, che sostituisce il Direttore amministrativo o il responsabile amministrativo, negli stessi casi, è attribuita, per l’intera durata dell’incarico o della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento.
  2. Qualora si dia luogo all’affidamento in reggenza degli uffici di cui al comma 1, ai titolari che assumono la reggenza è corrisposta una indennità pari al cinquanta per cento di quella prevista per gli incarichi o le sostituzioni, così come definita nel comma medesimo. In tal caso, al docente vicario è corrisposta una indennità di pari importo.

L’indennità di funzioni superiori è, dunque, un emolumento volto a compensare la differenza retributiva esistente tra i diversi livelli d’inquadramento del personale (docente e dirigente, nel caso di un insegnante che svolge le funzioni di Preside).

L’indennità spetta sia al docente incaricato di svolgere la funzione di dirigente scolastico sia al docente vicario o collaboratore, che sostituisce il dirigente per un periodo di tempo superiore a 15 giorni.

Il decreto legge n. 95/2012 all’art. 14 comma 22 ha abolito di fatto la possibilità di attribuire ai docenti indennità di funzioni superiori, dando un’interpretazione dell’art. 25 comma 5 del decreto legislativo 165/01, secondo cui la delega di compiti ai docenti non costituisce affidamento di mansioni superiori o di funzioni vicarie, pertanto, il docente delegato deve essere retribuito con le risorse destinate ai compensi accessori, ai sensi dell’art. 88 del CCNL.

L’indennità di funzioni superiori, di fatto, non esiste più, tuttavia, per coloro che in passato l’hanno percepita, essa è stata oggetto di contenziosi e sentenze, relativamente al fatto se considerarla o meno nella base contributiva di calcolo della buonuscita.

L’art. 38 del DPR n. 1032/1973 indica gli emolumenti da considerare nella base contributiva di calcolo della buonuscita: 

La base contributiva è costituita dall'80 per cento dello stipendio, paga o retribuzione annui, considerati al lordo, di cui alle leggi concernenti il trattamento economico del personale iscritto al Fondo, nonché dei seguenti assegni:

  • indennità di funzione per i dirigenti superiori e per i primi dirigenti prevista dall'art. 47, D.P.R. 30 giugno 1972, n. 748;
  • assegno perequativo previsto dalla legge 15 novembre 1973, n. 734, per gli impiegati civili, di ruolo e non di ruolo, e per gli operai dello Stato;
  • indennità prevista dall'art. 1 della legge 16 novembre 1973, n. 728, per il personale di ruolo e non di ruolo, compreso quello operaio, dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni e dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici;
  • assegno annuo previsto dall'art. 12 del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580, convertito nella legge 30 novembre 1973, n. 766, per il personale insegnante delle università e degli istituti di istruzione universitaria di ruolo, fuori ruolo ed incaricato;
  • assegno annuo previsto dall'art. 12, L. 30 luglio 1973, n. 477, per il personale ispettivo, direttivo, docente e non docente della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica;
  • assegno perequativo previsto dall'art. 1 della legge 27 ottobre 1973, n. 628, per gli ufficiali di grado inferiore a colonnello o capitano di vascello, nonché per i sottufficiali e per i militari di truppa;
  • assegno personale attribuito, nel caso di passaggio di carriera presso la stessa o diversa amministrazione, ai dipendenti con stipendio, od altro assegno che concorra a costituire la base contributiva, superiore a quello spettante nella nuova qualifica.

Concorrono altresì a costituire la base contributiva gli assegni e le indennità previsti dalla legge come utili ai fini del trattamento previdenziale. Per particolari categorie di personale, per le quali non è agevole l'accertamento dell'ammontare della retribuzione o che svolgano attività che comportano, in linea normale, orari di lavoro ridotti, la base per la commisurazione del contributo è stabilita, con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di concerto con il Ministro per il tesoro e con gli altri Ministri interessati, in una somma fissa mensile ragguagliata alla retribuzione complessiva di similari categorie di dipendenti statali.

La base contributiva di calcolo della buonuscita, dunque, è costituita dall’80% dello stipendio, paga o retribuzione annui lordi, da altri eventuali indennità e assegni, che lo stesso articolo illustra dettagliatamente, e da assegni e indennità utili, sulla base della normativa vigente, ai fini del trattamento previdenziale.

L’indennità di funzioni superiori, non rientrando tra quelle indicate all’art. 38 del DPR n. 1032/1973, non concorre a costituire la base contributiva di calcolo della buonuscita.

Un ulteriore e autorevole chiarimento al riguardo è fornito dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 17981 del 30 settembre 2015.

La Corte si è espressa in seguito ad un ricorso dell’Inpdap avverso una sentenza della Corte d’Appello di Lecce che, confermando la sentenza di primo grado, aveva riconosciuto a un docente incaricato di dirigere un Istituto dal 1996 al 2000 il diritto a considerare nella base contributiva di calcolo della buonuscita anche l’indennità di funzioni superiori.

La Corte di Cassazione nella suddetta sentenza ha chiarito che la base contributiva di calcolo della buonuscita può prendere in considerazione solo gli emolumenti espressamente indicati dal D.P.R. n. 1032 del 1973, art. 38.

L’elenco delle indennità e degli assegni indicati nel D.P.R. n. 1032/1973, che si possono includere nella base di calcolo suddetta, ha carattere tassativo.

L’indennità di funzioni superiori, non essendo un emolumento citato nell’elenco previsto dal D.P.R. n. 1032/73, non può essere presa in considerazione per il calcolo della buonuscita

Ritornando all’abolizione de facto dell’indennità di funzioni superiori, dobbiamo evidenziare che alcune sigle sindacali, come la FLC CGIL, sono contrari all’interpretazione che il decreto legge n. 95/2012 all’art. 14 comma 22 ha fornito dell’art. 25 comma 5 del decreto legislativo n. 165/01, facendo gravare sul Fondo d’Istituto delle spese obbligatorie, ovvero la retribuzione del docente incaricato di svolgere funzioni di dirigente o del docente che sostituisce il dirigente per un periodo superiore a 15 giorni. Tale tesi è supportata anche da una sentenza del Tribunale di Frosinone.

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