Docenti che presentano sintomi psichici, il dirigente scolastico alle prese con le “mine vaganti”

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Può capitare che un docente manifesti comportamenti incomprensibili e stravaganti che portano il dirigente scolastico e i colleghi a dubitare del suo perfetto equilibrio psicofisico.

Può capitare che un docente manifesti comportamenti incomprensibili e stravaganti che portano il dirigente scolastico e i colleghi a dubitare del suo perfetto equilibrio psicofisico.

Il preside ha pertanto il compito di richiedere per costoro l’Accertamento Medico d’Ufficio (AMU) stilando per il Collegio Medico di Verifica (CMV) una relazione ai sensi dell’art.15 del DPR 461/2001. La relazione a sua volta è a doppio taglio perché può essere richiesta dall’interessato che non esiterà a impugnarla se non rispondente al vero oppure se i fatti contestati non risultassero essere circostanziati.

Vediamo di seguito due casi che ho trattato personalmente per conto di alcuni dirigenti scolastici utili a conoscere le modalità con le quali devono essere compilate le suddette relazioni senza che il dirigente si esponga all’inutile rischio di denunce. Tutti i dati sono ovviamente contraffatti per non rendere riconoscibile il singolo caso.

Caso I

La Prof.ssa XX, docente di Lettere della Scuola …, con anzianità di servizio di x anni in ruolo e x anni di pre-ruolo, ha avuto tre trasferimenti di sede.

Negli ultimi tre anni scolastici ha totalizzato complessivamente 240 giorni di assenza per malattia così suddivisi per AS: 85,70, 90.

Nel corso degli anni ha presentato manifestazioni comportamentali e atteggiamenti stravaganti che sono via via aumentati di frequenza fino ad incidere negativamente sul rapporto con: la giovane utenza; i genitori della stessa; i colleghi. Le succitate manifestazioni, unitamente a dichiarazioni rilasciate dall’interessata allo scrivente in colloqui privati, inducono a richiedere l’Accertamento Medico d’Ufficio d’urgenza per valutare l’integrità psicofisica della docente ai fini dell’idoneità/inidoneità lavorativa ai sensi della normativa vigente (L 300/1970; L 274/1991; DPR 171/2011).

Manifestazioni ed episodi salienti avuti durante l’attività professionale (vedi atti allegati):

  • Incapacità a svolgere l’attività didattica e improvvisazione
  • Programma didattico non svolto/non terminato
  • Incapacità a mantenere la disciplina arrecando disturbo alle classi adiacenti
  • Assegnazione casuale dei voti e rettifica degli stessi senza criterio (contestaz. di addebito)
  • Disorientamento spaziale fino a non saper ritrovare la propria classe
  • Episodi di conclamata confusione mentale (disorientamento temporo-spaziale)
  • Lamentele verbali da parte degli studenti
  • Lamentele verbali da parte dei genitori
  • Conseguente calo d’iscrizioni nella propria sezione
  • Osservazioni scritte da parte dei colleghi
  • Stravaganze (imita Stanlio e Ollio durante le lezioni nello sconcerto generale)
  • Si allontana da scuola recandosi al bar vicino dove invita la gente a cantare in coro con lei

In un colloquio personale avuto col sottoscritto, di fronte a un testimone ai fini di un chiarimento, la docente stessa si è detta stanca e di umore depresso, dichiarando di essere altresì affetta da disturbo bipolare in farmacoterapia. Ha inoltre aggiunto che “a casa, un’amica provvede quotidianamente a somministrarle la terapia farmacologica”.

A seguito di visite ispettive condotte personalmente dallo scrivente, di cui si allegano i verbali, si esprime il parere che la docente non è nella condizione di svolgere un’attività didattica efficace, restando invero oggetto di dileggio continuo ed esasperato da parte degli studenti.

Nel supremo interesse della tutela della salute del lavoratore e considerata inoltre l’alta usura psicofisica che la professione svolta comporta (“Quale rischio psichiatrico per la categoria professionale degli insegnanti?” di Lodolo D’Oria V. et Al. N° 5/2004 de La Medicina del Lavoro), si chiede a codesta spettabile CMV di valutare la presenza dei requisiti ai fini della permanente inidoneità all’insegnamento.

Caso II

La Prof.ssa XY, docente di Geografia nel Liceo Scientifico dall’1/9/2009, con anzianità di servizio di 12 anni in ruolo e 12 anni di pre-ruolo, ha avuto due trasferimenti di sede.

E’ stata sottoposta ad accertamento medico in CMV per 4 volte:

  1. In data x con provvedimento di Temporanea inidoneità all’insegnamento
  2. In data x con provvedimento di Inidoneità permanente all’insegnamento
  3. In data x con provvedimento di Inidoneità permanente all’insegnamento
  4. In data x archiviazione della pratica da parte della CMV per mancata produzione di certificati medici richiesti dal Collegio Medico all’interessata (allegati).

La docente è permanentemente adibita alla gestione della biblioteca dall’11.09.2012. Inizialmente la collaborazione è stata proficua per i primi 12 mesi. Successivamente è andata declinando fino ad annullarsi nell’anno scolastico 2014/2015. Attualmente non svolge più alcuna attività a favore della scuola, declinando ogni impegno o coinvolgimento da parte di colleghe (es. Progetto di alternanza scuola-lavoro).

La prof.ssa ha prodotto un certificato del Centro Psico Sociale (09.03.13) che attesta una terapia antipsicotica parenterale (allegato).

Manifestazioni ed episodi salienti nell’arco della carriera professionale:

  • Incapacità a svolgere attività didattica (Relazione 20.12.2010)
  • Lamentele da parte degli studenti (idem)
  • Programma didattico non svolto (idem)
  • Lamentele da parte dei genitori (idem)
  • Frequenti farneticazioni con eloquio sconclusionato (idem)
  • Manie di persecuzione (“da parte della mafia nella persona di Tommaso Buscetta”)
  • Stravaganze: gira per scuola con un carrello del supermercato
  • Dice di aver avviato pratica per il cambio di nome
  • Isolamento rispetto a colleghi e personale ATA
  • Sottoposta a TSO (21.09.2010)
  • Rifiuto ostinato a farsi notificare atti dall’Amministrazione
  • Vita di relazione e scambio coi colleghi del tutto assente
  • Sospensione disciplinare di 4 mesi dal lavoro (e ripresentazione a scuola) (allegato)

Nel supremo interesse della tutela della salute del lavoratore, la cui stabilità/integrità deve essere accertata nelle opportune sedi, e a protezione dell’incolumità dell’utenza, si richiede l’accertamento medico d’ufficio.

Si chiede pertanto di valutare la presenza dei requisiti ai fini della dispensa dal servizio per la Prof.ssa XY per motivi di salute.

Considerazioni e suggerimenti per una relazione puntuale e sicura

La relazione contiene ovviamente dati sensibili che il dirigente, nel suo ruolo medico-legale di responsabile per la tutela della salute, affida al Collegio Medico senza peraltro commettere alcuna violazione. Chiaramente il dirigente non può avere accesso alla documentazione sanitaria che il lavoratore dovesse fargli pervenire in busta chiusa per la CMV: in questo caso si limiterà a fungere da passacarte. La relazione pertanto

  1. deve essere esplicita, significativa, sintetica e organizzata in punti come quelle sopra riportate. La CMV difficilmente leggerebbe con attenzione papiri più lunghi;
  2. deve provvedere a documentare ogni punto con atti allegati o con testimonianze rilasciate e sottoscritte da colleghi, utenza, genitori o altro personale;
  3. deve riportare per sommi capi la storia professionale dell’interessato;
  4. deve riportare eventuali sanzioni e contestazioni d’addebito e fatti salienti;
  5. non deve riportare opinioni, pareri o giudizi propri del dirigente scolastico;
  6. non deve contenere ipotesi diagnostiche da parte del dirigente scolastico;
  7. deve contenere ogni utile allegato (ivi inclusi certificati medici in possesso dell’Amm.ne);
  8. deve richiamare il fatto che l’AMU è richiesto a tutela della salute del lavoratore;
  9. deve richiamare l’alta usura psicofisica della professione con citazione della pubblicazione scientifica de La Medicina del Lavoro (N° 5/2004);
  10. deve richiamare la necessità di salvaguardare l’incolumità dell’utenza della quale si renderà responsabile anche lo stesso Collegio Medico qualora adottasse un provvedimento inadatto;

Purtroppo la classe medica è ancora schiacciata dagli stereotipi sugli insegnanti e sottovaluta l’usura psicofisica della professione. Prova ne sia l’alto numero di provvedimenti assunti, spesso sbagliati, nei confronti del docente. Si veda il secondo caso trattato, peraltro piuttosto eloquente, nel quale non sono stati sufficienti sei accertamenti in CMV per addivenire a un provvedimento definitivo. Nel primo caso la sorpresa discende dal fatto che la docente sia invero sottoposta ad AMU per la prima volta dopo così tanti anni di servizio. Questione verosimilmente imputabile al fatto che i dirigenti non hanno ancora compreso l’uso e l’importanza del ricorso all’AMU nell’affrontare le malattie professionali degli insegnanti. Queste, è bene ricordarlo, sono nell’80% dei casi con diagnosi psichiatrica.

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