Docenti bloccati per 5 anni nella stessa scuola, emendamento passa da Commissione costituzione e lavori pubblici

di redazione
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Un ulteriore step per l’emendamento del quale vi abbiamo dato anteprima qualche giorno fa e che prevede il blocco per cinque anni per docenti di infanzia, elementari e medie neoassunti.

Il blocco è previsto da un emendamento dei relatori al dl Semplificazioni approvato dalle Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato. La norma estende il blocco rispetto a quello finora previsto solo per i professori delle scuole superiori. Il “vincolo” è stato allargato “al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione”, e quindi vale anche per i docenti della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie. La misura vale “qualunque sia la procedura utilizzata per il reclutamento”.

Il testo dell’emendamento

“Il vincolo di cui all’articolo 13, comma 3, terzo periodo, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, come modificato dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, si applica al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione, qualunque sia la procedura utilizzata per il reclutamento.”

Ciò comporterà il fatto che docenti ed educatori dovranno garantire una permanenza nella stessa sede di lavoro per almeno cinque anni. Dovranno, inoltre, garantire per lo stesso arco di tempo la permanenza nella stessa tipologia di posto e classe di concorso.

Chi riguarda?

Nella relazione tecnica del maxiemendamento, sono esplicati i motivi e le modalità di applicazione del testo.

Si legge, infatti, che “a legislazione vigente, i docenti e gli educatori sono soggetti ai seguenti vincoli in materia di permanenza nella sede di servizio:

  • cinque anni di permanenza nella medesima sede per i neoassunti nella scuola secondaria, vincitori dei concorsi di cui al decreto legislativo n. 59 del 2017;
  • tre anni di permanenza nella medesima sede per i neo assunti nella scuola secondaria, non vincitori dei concorsi di cui al decreto legislativo n. 59 del 2017;
  • cinque anni di permanenza nel sostegno didattico (ma non nella medesima sede!) per i docenti di sostegno;
  • tre anni di permanenza nella sede per i docenti neoassunti nella scuola dell’infanzia o primaria;
  • tre anni di permanenza nell’ambito territoriale (ma non nella medesima sede!) per i docenti non neoassunti di ogni ordine e grado di istruzione.

La norma di cui trattasi semplifica tali disposizioni, sostituendole con un vincolo generale di permanenza minima di cinque anni nella sede, tipologia di posto e classe di concorso.

Oltre a consentire una semplificazione della normativa vigente, la disposizione ha altresì l’effetto di incrementare la continuità didattica, a tutto vantaggio degli alunni, che potranno così raggiungere migliori risultati negli apprendimenti. Infatti, i dati disponibili sulla valutazione deli apprendimenti conducono a ritenere vantaggiosa una situazione di maggiore continuità didattica.”

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