Docenti, basta lamentele sui social o nei corridoi delle scuole, attuiamo la resistenza passiva per avere un buon contratto. Lettera

Preside lascia la scuola

Libero Tassella – Dovremmo fare tutti la nostra parte, ma subiamo supinamente con indifferenza. Non riusciamo più ad indignarsi purtroppo.

I docenti che si lamentano sui social, tra di loro nei corridoi delle scuole dovrebbero disertare tutte le attività aggiuntive per essere veramente contrastivi nei fatti.

Questa è la vera lotta, la resistenza passiva, la disobbedienza civile nelle scuole italiane per invertire questa tendenza all’appiattimento servile inserita nell’organizzazione della scuola dalla legge 107.

Isolate quelli che prendono soldi dal Fis, dai progetti, dai bonus, una corte servile di cui la scuola si è riempita, in questi giorni li vedete sgomitare in collegio e nelle riunioni, nei corridoi e alla porta dei dirigenti, per confermare le posizioni dello scorso anno o per aumentare i loro incarichi e la loro influenza. A volte, visto i compensi, per alcuni é solo una questione di prestigio e di ribadire il proprio io. Isolate questi colleghi, non date la vostra disponibilità a partecipare alle loro proposte.

I DS li assecondano e li incoraggiano perché questi portano soldi, risorse sciupate in progetti e attività autoreferenziali e sottratte a un contratto dignitoso per tutti noi, l’unico modo per rimotivare gli insegnanti.

Colleghi, non una sola attività in più di quelle obbligatorie previste dal nostro contratto di lavoro. I sindacati dovrebbero sostenere questa protesta invece come la maggior parte di noi dormono purtroppo.

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