Docenti assunti dai presidi, Di Meglio (Gilda) contrario: “Un concorso moltiplicato per 8mila scuole è pura fantascienza”

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Continua a tenere banco la questione assunzione diretta dei docenti a cura dei presidi. La proposta, fra le più frequenti esposte in particolare dall’ANP, non vede favorevoli i sindacati. Fra questi Gilda degli insegnanti.

Con un post sul proprio profilo Facebook, il coordinatore nazionale Rino Di Meglio mette i punti sulle: “si finge di ignorare che vi è obbligo di concorso per i posti pubblici“, ricorda Di Meglio, che attacca: “Un concorso moltiplicato per 8000 scuole è infatti pura fantascienza“.

Le criticità della scuola sono sempre le stesse. Accantonata l’emergenza Covid, restano sempre gli stessi problemi. Il primo è che non ci sono tutti i docenti che ci dovrebbero essere. Il ministro si è impegnato– spiega Antonello Giannelli, numero uno ANP-, ma è il meccanismo che non funziona. Circa un quarto di tutti i docenti sono precari, e questo è dovuto al meccanismo di concorsi centralizzati. In tutti gli altri Paesi le assunzioni le gestiscono le scuole, e questi problemi non ci sono. Noi per motivi ideologici non vogliamo attuare questo meccanismo, ma è l’unica soluzione, altrimenti il problema non si risolverà mai”.

Nei giorni scorsi Antonello Giannelli era tornato sull’argomento: “Il meccanismo di assunzione del personale a scuola non è pensato per soddisfare la richiesta. Si hanno in continuazione ritardi e la costituzione di un precariato consistente che bisogna stabilizzare”.

A fronte di questa situazione un po’ insoddisfacente – prosegue il preside – bisognerebbe fare come si fa all’estero: attribuire alle scuole il potere di assunzione del personale stesso. Sarebbe molto più efficiente, molto più snello e molto più adatto alle esigenze della scuola”.

Secondo Giannelli, infatti, “noi dobbiamo valutare non solo le nozioni, ma anche altre competenze, incluse quelle motivazionali, per capire se il candidato è un bravo docente”.

Anche Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, è intervenuto sulla questione: “Tengo in considerazione la richiesta dei presidi della chiamata diretta dei docenti”, spiega Bianchi aggiungendo però che “il Parlamento è andato nella direzione dei concorsi”.

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