Docenti assunti da Regioni con limite mobilità e risorse assegnate su Pil? Pittoni, vi dico le cose come stanno

di Paolo Damanti
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Ha fatto discutere l’articolo di ieri pubblicato dalla nostra redazione riportando le affermazioni di Enrico Panini (ex segretario dell’attuale FLCGIL) sul proprio profilo FaceBook.

Panini ha puntato il dito su due questioni che hanno scatenato forti reazioni:

  1. docenti assunti dalle Regioni con impossibilità di chiedere mobilità in regione diversa
  2. risorse distribuite alle regioni sulla base del Pil, quindi alle Regioni ricche sarebbero andate più risorse rispetto alle altre.

L’ex segretario FLCGIL, inoltre, dà una data ben precisa, il 22 ottobre, quale varo del disegno di legge sull’autonomia del Veneto cui seguirà anche quella della Lombardia, dell’Emilia e altri territorio del centro e del Nord.

Uno scenario che non è andato giù a molti docenti e che ha stimolato la risposta immediata del Presidente della VII commissione cultura al Senato, Mario Pittoni, che ha risposto piccato al post di Panini.

Ovviamente è una bufala, – ha scritto il Senatore – col solo scopo di insinuare dubbi nell’elettorato. Non esiste il progetto di cui parla l’articolo. L’autonomia alla quale lavoriamo ha l’obiettivo di far emergere le qualità di TUTTO IL Paese.

Insomma, Pittoni non ci sta e, raggiunto telefonicamente, ha tenuto a sottolineare che non c’è alcun progetto di distribuzione delle risorse sulla base del Pil. “Le risorse saranno garantite sulla base delle caratteristiche del territorio di ogni Regione“, ma ancora il tutto è a livello embrionale, garantisce, e i criteri non sono ancora stati definiti. “Ciò che è certo – continua – è che lo Stato garantirà i livelli minimi dei servizi per ogni Regione. Non ci saranno regioni di serie A e di serie B“.

Altra questione, i docenti e la loro assunzione da parte delle Regioni. Mi permetto di far notare che già con il precedente Governo Lazio, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna avevano avviato l‘iter per la regionalizzazione di alcuni servizi tra cui l’istruzione e che è prevista la possibilità di costituire, da parte delle regioni, un fondo da utilizzare nel caso di organico aggiuntivo per docenti ed ATA.

In buona sostanza, l’amministrazione centrare assegnerà X docenti ed ATA alle Regioni, queste potranno aumentare o meno la dotazione con un fondo regionale. Quindi, effettivamente, ci ritroveremo con docenti pagati e gestiti dalle Regioni.

Si tratta di un meccanismo, quello di stanziare fondi regionali per i servizi che esiste già – tiene a precisare Mario Pittoni – Ma al momento l’unica proposta concreta per la scuola è quella che fa capo al domicilio professionale di mia iniziativa e che ha lo scopo, non di impedire ai docenti di muoversi dalla regione in cui si viene assunti, ma di far fare ai docenti una scelta di vita e fermare la mobilità per un certo periodo.

Poi, altra cosa – continua – è la possibilità che il pagamento dei docenti avvenga tramite le regioni o meno. Ma questa è ancora una ipotesi che si dovrà vagliare“.

La data del 22 ottobre? Pittoni non conferma.

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