Docenti aggrediti, “basta dare la colpa alle vittime, per vigilare ci vuole più personale”. Reclutamento, “concorsi a cattedra regionali e graduatorie permanenti non risolvono”. INTERVISTA ad Elvira Serafini

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Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara parla di restituire serenità ai docenti in un momento in cui la scuola italiana è vittima di numerosi episodi di violenza nei confronti degli insegnanti ma anche subiti dagli stessi studenti.

Riteniamo che gli atti violenti nei confronti del personale scolastico vadano innanzitutto condannati senza condizioni, evitando di ricondurli a presunte incapacità degli educatori accusati, a volte, di non disporre di doti quanto mai indefinibili e imprecisate”.

Lo ha detto ad Orizzonte Scuola il Segretario Generale dello Snals, Elvira Serafini che ha sviscerato i temi caldi del momento: dal sostegno alla trattiva per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro, fino alla figura del tutor in classe e agli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Segretario, la scuola italiana conta ultimamente tanti episodi di violenza da Nord a Sud: dai ragazzi aggrediti fuori il liceo Michelangiolo di Firenze, alle aggressioni continue ai professori passando per la ragazza palermitana ridicolizzata perché contraria all’alternanza scuola-lavoro. Lei è d’accordo sulla proposta di istituire un Osservatorio sulla sicurezza del personale scolastico?

L’organico del personale ATA è insufficiente a garantire vigilanza, sorveglianza, servizi adeguati nelle nostre scuole, specie nelle scuole che operano in contesti complessi; anche se, va detto, le aggressioni ai danni del personale della scuola non riguardano soltanto i quartieri difficili, come purtroppo testimoniano le cronache locali recenti. I docenti ed il personale ATA si prodigano in ogni modo per prevedere i rischi, contenere i danni ed individuare le responsabilità, per il successo formativo e soprattutto per l’inclusione scolastica di studenti portatori di bisogni particolari.

La proposta di istituire un Osservatorio sulla sicurezza del personale della scuola trova il nostro pieno favore a patto che esso disponga di dati aggiornati e possa fornire proposte al Ministero in grado di incidere sui tanti fattori alla base degli episodi di violenza.

Parliamo del reclutamento docenti: A che punto siamo e che novità ci sono sui precari?

Il Pnrr, con la Missione 4, prevede diverse riforme per la scuola tra cui una, importante, relativa al sistema di reclutamento del personale. La Decisione di esecuzione del Pnrr del nostro Paese, assunta dal Consiglio Europeo il 6 luglio 2021, ha previsto l’assunzione di 70000 precari entro il 2024. Lo Snals Confsal considera che le assunzioni da GPS rappresentino lo strumento migliore e più rapido per garantire le assunzioni. Nel 2021 e nel 2022 si è sperimentato, con risultati convincenti, il sistema di chiamata da GPS 1 fascia, con un significativo numero di docenti assunti a tempo indeterminato o nominati fino al termine dell’anno scolastico e delle lezioni. Nuovi concorsi regionali per la costituzione di graduatorie permanenti non ci sembrano la strada migliore per risolvere le criticità che condizionano ogni anno il regolare avvio delle lezioni. Siamo ancora in attesa del DPCM che deve regolare l’accesso ai percorsi abilitanti con 60 CFU. Riteniamo che vadano definite misure transitorie come del resto previsto dal DL36/22 per garantire l’accesso ai concorsi che sono stati preannunciati anche a coloro che sono in possesso dei 24 CFU.

Quali sono invece le vostre proposte per garantire l’insegnamento sui posti di sostegno?

Il sostegno non può essere utilizzato per interventi didattici frammentati e discontinui. Le attività didattiche dei docenti di sostegno devono coprire tutte le discipline e le materie di studio. In caso contrario viene meno la logica dell’inclusione che non ammette differenze nei percorsi di studio e richiede la presenza costante di un docente specializzato che accompagni l’alunno in difficoltà e lo motivi costantemente.

Il problema si può risolvere incrementando i posti di sostegno. Lo Snals Confsal ha da sempre sostenuto che il sostegno sia un diritto assoluto dei ragazzi in condizione di disabilità. È venuto il momento che il Governo promuova l’effettivo esercizio del diritto all’apprendimento consolidando gli organici destinati ai posti di sostegno, eliminando la differenza tra organico di diritto ed organico di fatto. Ormai le esigenze degli alunni in condizione di disabilità sono consolidate e non hanno più ragione di essere considerate come straordinarie. Bisogna poi prevedere l’accesso ai percorsi di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno a coloro che da anni già garantiscono il servizio di insegnamento su tale tipologia di posto.

Riteniamo, infine, che i problemi del reclutamento su sostegno possano essere risolti mettendo a regime le assunzioni in ruolo dalle graduatorie provinciali per le supplenze. Il sostegno non deve essere considerato un costo ma una risorsa, per garantire l’inclusione e le pari opportunità.

Quali saranno i compiti dei tutor previsti dalle recenti misure predisposte dal Ministero in attuazione degli interventi della Missione 4 del PNRR?

Sul piano tecnico la figura del tutor, come previsto dal DM 328 e dalle allegate linee guida per l’orientamento, non accompagna semplicemente gli alunni nei rispettivi percorsi formativi ma concorre all’elaborazione dei progetti formativi individuali. Abbiamo segnalato che l’esperienza maturata con i tutor negli istituti professionali potrebbe rivelarsi molto utile per definire i compiti affidati ai tutor dalle recenti linee guida. Sarebbe stato molto utile garantire un tutor per ogni classe. Aspettiamo di valutare le iniziative formative che saranno rivolte ai docenti che si renderanno disponibili per lo svolgimento di un ruolo tanto delicato. Particolare attenzione andrà rivolta alle azioni poste in capo al collegio dei docenti e alle sequenze contrattuali che dovranno svolgersi all’interno delle singole istituzioni scolastiche per la determinazione della misura dei compensi.

A che punto sono le trattative per il rinnovo del CCNL 19/21?

Finalmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sbloccato le risorse stanziate in legge di bilancio a seguito dell’impegno assunto dalle parti con l’Accordo economico sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito il 6 novembre dello scorso anno. Le risorse saranno destinate alla parte tabellare della retribuzione del personale della scuola. Grazie ad esse l’incremento medio mensile delle retribuzioni passerà da 100 a 124 euro.

Si tratta di un’importante vittoria frutto della grande mobilitazione messa in campo dallo Snals Confsal e dalle altre organizzazioni sindacali nei mesi precedenti e risponde alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori nella difficile congiuntura economica che sta attraversando il nostro Paese.

Ora l’attenzione si sposta sulle trattative per il rinnovo del CCNL, che si concentreranno sulla parte normativa, e sulle ulteriori risorse che saranno rese disponibili.

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