Docenti A063 (tecnologie musicali), “stabilizzateci”. Granato (M5S): “ho chiesto intervento nel concorso”

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Psicoacustica, elettroacustica, tecniche di ripresa e produzione audio-video, uso di tecnologie digitali per la generazione e il trattamento dei suoni. E ancora: composizione, coding, performance interattiva, sound design, sonic interaction design e tanto altro. Musica: a ciascuno il suo.

Sembra questo il succo della richiesta dei docenti precari della materia Tecnologie Musicali – classe di concorso A063 – che si sono rivolti alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ai senatori e ai deputati, per rivendicare il proprio diritto di essere assunti e di non essere scavalcati da colleghi che – a loro dire – non avrebbero le competenze specifiche per insegnare la materia. Ci sono insegnanti di questa specifica materia che per le loro competenze l’hanno quasi inventato nelle scuole dove lavorano da anni. Vi lavorano da anni, mentre i loro dirigenti hanno cambiato sede, ma sono precari e sempre più scoraggiati e pessimisti in ordine alla possibilità di una stabilizzazione. E c’è un primo riscontro all’istanza dei docenti. La senatrice Bianca Laura Granato, membro della Commiussione Istruzione del Senato per il Movimento Cinque Stelle, a cui abbiamo chiesto una valutazione sulla situazione di questi precari in merito alle sorti della disciplina in questione, riferisce di aver preso immediatamente in mano la questione: “Abbiamo chiesto alla Ministra – ci spiega – di prevedere per il concorso straordinario una prova di verifica che valorizzi le competenze dei docenti di Tecnologie Musicali. Siamo consapevoli che la politica dei precedenti governi ha tagliato le gambe alle competenze di tanti professionisti che sono stati utilizzati per la riconversione di altro personale in esubero e poi messi da parte. Questo governo ha come obiettivo la valorizzazione del merito e abbiamo già in programma di rivedere tutta la formazione artistica e musicale dalla scuola primaria all’AFAM. Non appena l’emergenza in corso ce lo consentirà, riprenderemo i tavoli con tutti i professionisti che operano in questi settori per interventi legislativi che consentano la piena valorizzazione di questo fondamentale segmento formativo”.

Come gli stessi insegnanti spiegano, l’insegnamento di Tecnologie Musicali nel percorso di studi liceale riveste un ruolo strategico per la capacità di portare elementi di innovazione nella formazione musicale in un’armonica combinazione di nuove tecnologie, strategie di apprendimento e sviluppo di competenze chiave, facilitare l’accesso a competenze operative e culturali che permettano di abitare le radicali trasformazioni intervenute nella creazione, produzione e commercializzazione della musica nella nostra epoca. Per queste stesse motivazioni Tecnologie Musicali, insieme a Teoria Analisi e Composizione, è stata individuata quale disciplina caratterizzante del percorso di studi dei Licei Musicali e, perciò, oggetto della seconda prova all’esame di Stato. “La disciplina”, proseguono gli interessati, “riveste un ruolo strategico centrale sia per conseguire gli obiettivi di apprendimento propri del percorso formativo che per permettere agli studenti di effettuare scelte consapevoli e mirate per il prosieguo degli studi nell’Università e nell’Alta Formazione o per l’inserimento nel mercato del lavoro”. Sin dal 2010, si prosegue, i docenti che insegnano questa disciplina, hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dei Licei musicali. Molti di loro, tuttavia, anche se particolarmente qualificati, in possesso di un curriculum professionale di elevato rilievo artistico, di titoli di studio accademici specifici di I e II livello, di cui al D.P.R. 19/2016, e di molti anni di servizio in un liceo musicale – anche fino a dieci – dicono di rischiare di essere sostituiti “da personale per lo più privo di esperienza di insegnamento nei licei musicali, abilitato su altra classe di concorso e, nella maggior parte dei casi, anche privo dei titoli di studio specifici”. Prima della pubblicazione dei recenti bandi di concorso per la scuola, il MI non avrebbe provveduto, secondo quanto ribadiscono i docenti, a organizzare un percorso abilitante per la specifica classe di concorso. Lo stesso D.P.R. 19/2016 non ha previsto il riconoscimento del servizio specifico prestato nei licei musicali, unitamente al possesso dei diplomi accademici specifici per il settore, come titoli idonei a partecipare alle procedure concorsuali. La conseguenza di queste scelte ha portato all’esclusione dei docenti precari che insegnano nei Licei musicali dalle procedure concorsuali del 2016 e del 2018. Ma a queste – ed è questo uno dei punti della discordia – “hanno avuto invece accesso i docenti abilitati nelle classi di concorso precedenti al D.P.R. 19/2016 e quindi non specifiche per i Licei musicali”. Da qui la richiesta di una stabilizzazione definitiva, “secondo qualsiasi azione l’Amministrazione ritenga opportuno adottare”, anche facendo ricorso al contratto parziale secondo quanto previsto dagli artt. 39 e 58 del CCNL 29/11/2007, così come disposto dalla direttiva europea n.70/1999/CE recepita dall’Italia con D.L. n. 368/2001”. Questi precarti sottolineano inoltre “la necessità di garantire la continuità didattica agli studenti dei licei musicali e gli aspetti che riguardano la dignità del nostro lavoro. Un buon numero degli scriventi ha già maturato nove o dieci anni di servizio presso lo stesso istituto scolastico subendo una dimensione di precariato frustrante e incompatibile con quanto previsto dalla nostra Costituzione”.

E ora che ci sono i concorsi? La possibilità ora offerta ai docenti, con almeno tre anni di servizio, di partecipare alle procedure concorsuali, benché non in possesso del titolo abilitante, “risulta oggettivamente tardiva – lamentano i docenti di Tecnologie Musicali – e assolutamente insufficiente a colmare l’ingiustizia perpetrata nei confronti dei docenti precari storici che richiedevano di poter partecipare alle procedure concorsuali sin dal concorso 2016”. A riprova di ciò si evidenzia –sulla scorta dell’Allegato A al Decreto Direttoriale n.510 del 23/04/20 e Allegato 1 Decreto Direttoriale n.499 del 21/04/20 – che “i posti banditi per le procedure concorsuali 2020, per la classe di concorso A063, sono rispettivamente di 0 posti per la procedura straordinaria e 1 posto per la procedura ordinaria”.

Per comprendere meglio la situazione, i docenti sottolineano che la “formazione delle cattedre A063 è vincolata dalla nascita di una seconda sezione nello stesso liceo o da eventuali azioni di completamento tra licei musicali della stessa provincia. Dato il calo demografico e il fatto che vi sia in molte regioni un solo liceo per provincia, ne consegue che non vi saranno, nel futuro prossimo, nuove cattedre di A063 in nessuno dei licei musicali d’Italia. Pertanto, tutti gli spezzoni orario – 10 ore complessive e cioè 2 ore di insegnamento settimanali per ognuna delle 5 classi dell’unica sezione – continueranno ad essere assegnati a docenti di ruolo in altre classi di concorso o ai docenti precari chiamati dalle graduatorie d’istituto”. Inoltre, all’eventuale formazione delle cattedre di A063, avrebbero priorità di accesso al ruolo i vincitori del concorso 2016”. Ma non è finita: “Successivamente sarà il turno dei vincitori del concorso ‘non selettivo’ del 2018 ovvero di coloro che, non avendo superato il concorso selettivo del 2016, si sono visti riconoscere il diritto all’insegnamento sulla base del possesso del titolo abilitante ad altra classe di concorso (ex A031/A032 musica nella secondaria di I e II grado)”. Ma le prove sostenute in questo secondo concorso, si sostiene, avrebbero avuto la sola finalità di stabilire le posizioni in graduatoria.

Si rimarca inoltre che “i docenti che hanno avuto accesso al concorso 2018, lo hanno avuto sulla base del solo possesso di “qualsiasi Diploma accademico di II livello (conservatorio) purché il piano di studio seguito abbia compreso almeno 36 crediti nel settore delle nuove tecnologie audio-digitali e/o della musica elettronica” (Tabella A del D.P.R.14 febbraio 2016), un monte crediti raggiungibile con un esiguo numero di esami/laboratori. Tutto questo a fronte di un totale di 300 crediti nel settore delle nuove tecnologie audio-digitali e/o della musica elettronica (180 triennio + 120 biennio) in possesso dei docenti con Diploma Accademico di I e II livello in Musica Elettronica, Musica Elettronica e Tecnologie del Suono, Musica e Nuove Tecnologie oppure Diploma in Musica Elettronica vecchio ordinamento a ciclo unico (percorso quadriennale)”. E d’altra parte, si precisa, “i soli docenti precari, tuttora in prima linea nelle attività didattiche dei Licei Musicali, sono di contro condannati, nonostante il possesso dei titoli necessari a impartire un insegnamento di eccellenza, a essere progressivamente estromessi dal ruolo di docenti. Ancor più se verrà a mancare l’azione di tutela costituita dalla possibilità di accantonamento delle ore di insegnamento”.

I docenti di TM ricordano ancora che “gli stessi laboratori di Tecnologie Musicali realizzati con intervento con un Pon (PON – FESR 10.8.1.A4 – Laboratori professionalizzanti per i licei musicali e coreutici) “sono stati in massima parte progettati dai docenti precari in possesso di competenze certe e dei titoli specifici”. Ciò ha portato a “dotare molti licei musicali di laboratori allestiti con attrezzature di altissimo contenuto tecnologico il cui utilizzo richiede un avanzato grado di competenza maturabile solo con anni di studio ed attività professionale. Competenze che non è possibile improvvisare e che, se non possedute, obbligherebbe ad un serio sottoutilizzo di laboratori così strutturati. Un danno gravissimo che andrebbe a inficiare l’enorme investimento sostenuto dall’Amministrazione a sostegno dei Licei musicali. In più, l’utilizzo improprio di laboratori tecnologici avanzati, cagionerebbe un danno culturale agli studenti e, nel peggiore dei casi, il danneggiamento delle stesse dotazioni hardware. A questo proposito è importante rimarcare che la gestione e la manutenzione delle dotazioni, il più delle volte non è curata dal personale tecnico informatico (ATA) perché privo delle competenze necessarie, ma direttamente dai docenti di Tecnologie Musicali che affiancano all’attività di insegnamento, quella di gestione e manutenzione dei laboratori di Tecnologie Musicali”.

I firmatari della richiesta di stabilizzazione sono Marcellino Garau (Liceo Musicale “B. Croce” di Oristano), Domenico Stranieri (Liceo Musicale “G.Verdi” di Milano), Michele Della Ventura (Liceo Musicale “Giorgione” di Castelfranco Veneto), Antonio Forastiero (Liceo musicale “W. Gropius” di Potenza), Emilio Di Donato (Liceo Musicale “D. Cirillo”, Aversa), Tommaso Rosati (Liceo Musicale “Cicognini­Rodari” di Prato), Claudio Guida (Liceo Musicale “F.Casorati” di Novara) Francesco Quercia (Liceo Musicale “L. Russo” di Monopoli), Enrico Lacognata (Liceo Musicale “Gargallo” di Siracusa), Francesco Altieri (Istituto Magistrale “T.Stigliani” di Matera), Simona Caterina (Liceo musicale “Mibe” di Pescara), Gianpaolo Castro (Liceo Musicale “Tommaso Gargallo” di Siracusa), Renzo Giordano (Liceo Musicale “C. Sigonio” di Modena), Francesco Congedo (Liceo Musicale “L.Lagrangia” di Vercelli), Giovanni Miele (Liceo Musicale statale “L. Garofano” di Capua), Leonardo Cicala (Liceo musicale “A.Casardi” di Barletta), Sergio Pirozzi (Liceo Musicale “Convitto Cotugno” di L’Aquila)

Intervista

Domenico Stranieri: “Sono preacrio ma formo i colleghi di ruolo per conto del Ministero”

E’ uno dei formatori dei corsi di formazione del Ministero dell’Istruzione rivolto ai docenti di ruolo della disciplina Tecnologie Musicali (A063), ma è un docente precario. Domenico Stranieri, calabrese di S. Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, ha 39 anni e insegna Tecnologie Musicali da nove anni al Liceo Musicale “G. Verdi” di Milano, e dove vive con la moglie e la figlioletta. Stranieri, peraltro apprezzato musicista, performer e new media artist, è uno dei firmatari della richiesta di stabilizzazione inviata alla ministra Azzolina e ai parlamentari e dice di essere uno tra tanti suoi colleghi che ha “contribuito alla nascita dei licei musicali e svolto nella scuola ogni attività che richiede competenze in ambito tecnologico, dalla progettazione e gestione dei laboratori, dello studio di registrazione e dell’auditorium alle attività di animazione digitale, al sito internet della scuola”.

Professor Domenico Stranieri, quello descritto sopra è un fatto piuttosto originale

“Direi che è un fatto emblematico: in questo momento si stanno svolgendo i corsi di formazione per tutti i docenti di ruolo italiani della disciplina Tecnologie Musicali (A063) utili a ottenere i crediti che la Buona Scuola ha previsto. Ebbene, tra i formatori ci siamo sia io che Tommaso Rosati di Prato. Entrambi docenti precari con molti anni di servizio specifico alle spalle. Ci viene pertanto riconosciuta la competenza necessaria per svolgere la funzione di formatori ma non per essere docenti di ruolo”.

Una situazione che riccorre spesso e su vari fronti

“Purtroppo negli anni è accaduto di peggio. Ad esempio, il Miur non ci ha permesso di partecipare né al concorso del 2016 né a quello del 2018 perché non in possesso di abilitazione. Il problema è che l’abilitazione ad A063 non è mai esistita”. Risata

Perché ride?

“Perché ha permesso invece che partecipassero i docenti abilitati per l’insegnamento della musica nella scuola media. In molti casi, questi docenti non avevano né il titolo di studio specifico, né gli anni di servizio specifico. E ora sta per accadere che personale formato e abilitato per insegnare musica alle medie insegnerà una disciplina completamente diversa al liceo. Mentre docenti formati che hanno inventato la disciplina Tecnologie Musicali si troveranno costretti a riciclarsi come docenti di musica alle medie pur avendo un altro profilo professionale. La situazione più plateale e per certi versi anche esilarante – se non fosse che porterà conseguenze che andranno a ledere la qualità dei licei musicali italiani – è che, mentre il concorso del 2016 è stato ben gestito e in molte regioni hanno bocciato tutti i candidati, nel 2018 c’è stata una vera e propria ‘amnistia’ perché, essendo non selettivo, è bastato sedersi davanti alla commissione per entrare in graduatoria e un domani ottenere la cattedra. Risultato: gran parte dei docenti bocciati nel 2016 ha avuto la sua occasione. Aggiungo, e qui provo disgusto, che dalla graduatoria si evince quali candidati hanno partecipato con un’abilitazione acquisita all’estero. Mi chiedo come mai si siano fatti interrogare in inglese e non in romeno dato che lo conoscevano così bene da poter conseguire l’abilitazione in Romania. Nel tempo, siamo stati scavalcati da docenti privi di titoli di servizio e di studio specifici, abilitati ad altra classe di concorso. I sindacati non hanno ottenuto risultati di alcun tipo: siamo in pochi e pertanto preferiscono le class-action. Abbiamo contratti di 10 ore di servizio ma ne svolgiamo molte di più. Non ci sono le condizioni per creare le canoniche cattedre di 18 ore perché c’è mediamente un solo liceo per provincia con una sola sezione, altrimenti saremmo già stati rimpiazzati dai vincitori di concorso. Il docente di Tecnologie Musicali, come ben sanno i dirigenti, svolge molte più ore del previsto perché deve gestire il laboratorio e predisporlo all’attività didattica. I tecnici di laboratorio non hanno quel tipo di competenza”.

E’ vero che si è ritrovato con dei suoi ex alunni al Conservatorio?

“Ne potrei raccontare tante capitate in questi nove anni. Tempo fa son tornato studente e ho frequentato in Conservatorio i corsi per i 24 Crediti diventando compagno di corso dei miei ex-alunni che non si capacitavano. In quel periodo la sveglia per andare al lavoro puntava alle 5:40. Rientravo a casa sfinito alle 23. Sul treno c’eravamo sempre io e i ragazzi con le biciclette di Glovo. Mia figlia la vedevo sempre dormire. E se penso che c’è anche chi i 24 crediti se li… stavo per dire se li compra”.

Avete rivolto la vostra istanza alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che lei dice di aver conosciuto anni prima.

“Sì, qualche anno fa mi recai al sindacato Anief a Milano, incontrai l’attuale Ministra dell’Istruzione, quando lei era una sindacalista appunto di quell’associazione. Ebbi una buona impressione, era preparatissima sugli aspetti legislativi e in un attimo lei ha inquadrato la mia situazione. Mi suggerì di iscrivermi al sindacato e di aderire a uno dei tanti ricorsi che poi si susseguirono ma senza ottenere un riscontro positivo, ahimè”.

Qual è la sintesi che si sente di fare a questo punto?

“Oggi dico che amo la disciplina che insegno e i miei studenti. Dico che ho costruito tanto nella mia scuola, che sono cambiati cinque dirigenti, in quell’istituto, ed io sono sempre lì. Che sono relativamente giovane ma, nel tempo, sono diventato la memoria storica di quella scuola. Che ho investito tutto il mio tempo e la mia carriera per il liceo musicale, la scuola che avrei voluto frequentare da ragazzo”.

E ora che farete?

“Siamo stufi e pronti a qualsiasi azione possa portare all’attenzione la nostra condizione. Chiediamo la stabilizzazione perché richieste più moderate, nella nostra situazione, non hanno senso. Saremmo comunque destinati a fare i supplenti a vita e dovremmo dire anche grazie? Non siamo più dei giovanotti in cerca del primo lavoro. Non possiamo richiedere nemmeno un finanziamento, figuriamoci un mutuo per avere una casa. Non ho mai avuto uno stipendio nei mesi di luglio e agosto. Lo trova corretto? Chi vive in altri paesi europei, non solo viene retribuito diversamente e rispettato ma, come prevede la legge, viene stabilizzato entro il terzo anno di lavoro, anche su un part-time. Serve solo la volontà di chi ha il potere di cambiare le cose. Costoro non sono stati eletti per reiterare gli stessi sbagli di sempre ma proprio per cambiare le cose in meglio. Ce lo auguriamo”.

Senta, a questo punto in tanti si staranno chiedendo in che cosa consista la peculiarità della tecnologia musicale. E come nasce in un musicista la passione per questa particolare dimensione artistica?

“Non esiste musica attualmente prodotta che non implichi l’uso della tecnologia. Si potrebbe considerare Tecnologie Musicali una materia multidisciplinare per quanto sia ampio il campo. Si va dallo studio del puro fenomeno fisico acustico, alla psicoacustica, all’elettroacustica, alle tecniche di ripresa e produzione audio-video, all’uso di tecnologie digitali per la generazione e il trattamento dei suoni, alla composizione, al coding, alla performance interattiva, al sound design, al sonic interaction design e ne avrei per molto, sto citando solo le macro-categorie. A questa parte tecnica si aggiunge un’importante attività volta a sviluppare la creatività e la capacità critica per contestualizzare in una dimensione storico-estetica quanto appreso e prodotto artisticamente. Non è semplice capire come può nascere questa passione in un musicista, c’è un grado di soggettività importante. Nel mio caso, sono stato sempre attratto fin da bambino sia dalla musica che dalla tecnologia, la chitarra elettrica e la possibilità di manipolazione del suono hanno fatto da tramite per scoprire un mondo per me assolutamente nuovo”.

Ci sarà stato un momento che ha fatto scattare la molla

“La decisione di approfondire è nata andando molti anni fa a un concerto di Karlheinz Stockhausen al Teatro Manzoni di Bologna. È stata una folgorazione: la spazializzazione dei suoni, i timbri ricercati, l’interpretazione dei musicisti, la scenografia –d irei a volte anche la coreografia– l’intero immaginario nel quale ti trasportava quella musica era dirompente. Un musicista è sicuramente attratto dal potenziale offerto dalla tecnologia: un ulteriore strumento a vantaggio del mondo delle idee”.

Gli studenti apprezzano?

“Bisognerebbe chiederlo a loro. Considerando che in molti mi cercano anche durante l’intervallo direi di sì. Anzi, a dire il vero, a parte l’affetto che può nascere per motivi umani che esulano dalle qualità professionali, sì, mi apprezzano. Molti ex-studenti che vivono all’estero sono diventati musicisti o compositori professionisti, mi scrivono ancora per chiedermi un parere o per farmi sentire i loro lavori. Quelli meno timidi mi ringraziano per ciò che gli ho insegnato durante il periodo liceale e quando rientrano in Italia passano a trovarmi e non si capacitano di come negli anni siano diventati così belli i laboratori. Rispondo orgogliosamente che ho lavorato giorno e notte per realizzarli”.

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