Docenti a rischio licenziamento dopo aver vinto il concorso 2020. La petizione

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Nel 2020 il Ministero dell’Università e della Ricerca indice il bando per un concorso pubblico ordinario (concorso 498/20 infanzia e primaria) per l’immissione in ruolo di migliaia di docenti.

Con il sopraggiungere della pandemia da covid-19 occorre attendere il dicembre ’21 per la prova scritta.

In piena recrudescenza della pandemia, più di un centinaio di docenti non ebbe la possibilità di partecipare alla prova scritta perché costretti a casa con il covid-19 (alcuni con una forma grave di infezione) e, dunque, senza green pass valido e con obbligo giuridico di quarantena.

Nei primi mesi del 2022, in sede giurisdizionale, tali docenti chiesero la calendarizzazione di prove suppletive per tutti coloro i quali fossero in quarantena, impossibilitati a sostenere la prova del dicembre ’21 per espressa disposizione normativa.

Il TAR del Lazio, in accoglimento del ricorso dei candidati, aveva intimato al MIUR di indire prove suppletive; il Consiglio di Stato, adito dall’appellante Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in sede cautelare rigettava l’istanza di sospensiva sul presupposto della non manifesta infondatezza della interpretazione accolta dal Tribunale amministrativo regionale.

Il Ministero, pertanto, con costi aggiuntivi sostenuti dai cittadini contribuenti, indice le prove suppletive che i docenti sostengono con le stesse modalità dei candidati del concorso 2021: i vincitori vengono inseriti nelle graduatorie delle regioni per le quali hanno concorso e molti di loro, alla luce del punteggio ottenuto, vengono finalmente immessi in ruolo per l’anno scolastico 2023/2024.

Una sentenza negativa del Consiglio di Stato del 24 gennaio 2024 sta decidendo che più di cento insegnanti qualificati e abilitati, vincitori di concorso, debbano lasciare le scuole nelle quali sono stati accolti a inizio d’anno scolastico, iniziando a creare legami profondi con i loro alunni, con le famiglie e con i territori.

Molti di questi docenti hanno avuto finalmente la possibilità di realizzare il sogno di costruirsi una famiglia e avere accesso a un mutuo per l’acquisto di una casa; molti altri sono neogenitori e vivono la loro condizione con una duplice fatica, quella dell’incertezza che incombe.

Appare opportuno un intervento del Ministero, se non del Legislatore, inteso a normare una situazione di fatto divenuta paradossale, con evidente lesione del principio di continuità didattica.

Il comitato dei docenti a rischio licenziamento nutre fiducia nell’impegno del Ministro in carica e delle Istituzioni interessate al buon funzionamento della scuola italiana.

La petizione

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