Docente tutor: il corso di formazione è obbligatorio? A settembre si potrà rifiutare l’incarico? I punti deboli del progetto

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Docente tutor e orientatore: dal 27 giugno al 9 settembre si svolgerà il primo corso di formazione tramite piattaforma INDIRE. Le adesioni, entro lo scorso 31 maggio, sono state circa 56mila: 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori. Le due nuove figure professionali saranno operative nelle classi del triennio della scuola secondaria di II grado dall’anno scolastico 2023/24. La nomina verrà conferita dal Dirigente Scolastico sulla base dei criteri scelti dal Collegio docenti.

Quali compiti avranno docente tutor e orientatore

Il compito del docente tutor sarà quello di supportare gli studenti nella loro crescita personale e formativa, aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi e sviluppando le loro competenze.

Le attività principali del docente tutor nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono aiutare ogni studente a creare un E-port-folio personale e costituirsi consigliere delle famiglie nei momenti di scelta dei percorsi formativi o delle prospettive professionali dello studente.

Il docente orientatore avrà il compito di favorire le attività di orientamento per aiutare gli studenti a fare scelte in linea con le loro aspirazioni, potenzialità e progetti di vita, tenendo conto dei diversi percorsi di studio e lavoro e delle varie opportunità offerte dai territori, dal mondo produttivo e universitario. Questo approccio deve essere fatto rispettando l’autonomia degli istituti scolastici, degli studenti e delle loro famiglie.

Chi ha aderito alla formazione

Secondo i dati raccolti dal Ministero, il 90% delle candidature è stata presentata dai docenti di ruolo, di cui  78,4% assunti su posto comune e il 9,9% su sostegno.

Buona anche la partecipazione dei docenti a tempo determinato, considerato che fino all’ultimo ci sono state numerose ritrosie anche da parte dei Dirigenti scolastici nell’inserire i loro nominativi in piattaforma, non potendo garantire la continuità.

Cosa insegnano i docenti che hanno proposto la loro candidatura? Discipline letterarie in primis, ma anche lingue  e matematica.

Soddisfatto del risultato il Ministro Valditara “Si tratta di un risultato importante, dovuto alla risposta eccezionale giunta dalla comunità scolastica tutta e dai docenti in particolare, che, nonostante gli impegni già gravosi di chiusura dell’anno scolastico, hanno dimostrato di voler ricoprire un ruolo da protagonisti del cambiamento della scuola“.

Cosa accadrà a settembre

Questa al momento è un’incognita. Se in linea generale i numeri hanno margini ampi per poter assicurare la presenza di docenti tutor e orientatore in ogni singola scuola, nel concreto bisognerà fare i conti con i movimenti dei docenti di ruolo, dai trasferimenti alle assegnazioni provvisorie, al girovagare di quel circa 10% di docenti a tempo determinato che vorrebbe assumere l’incarico.

Un’altra incognita è legata all’assunzione dell’incarico.

Il corso di formazione, non retribuito, è a totale responsabilità del docente che ha aderito ma non vi è un vero e proprio obbligo.

Allo stesso modo non vi è obbligo nell’accettazione dell’incarico.

Il Ministero lo ha chiarito con una apposita FAQ

L’adesione di un docente al percorso formativo comporta necessariamente la candidatura a ricoprire l’incarico oppure il docente può fare la formazione e poi decidere di non candidarsi a ricoprire l’incarico?

Come previsto dal DM n. 63 del 5 aprile 2023 all’art. 6 commi 1 e 2, l’Istituzione scolastica dovrà procedere all’individuazione dei docenti tutor e del docente orientatore tra coloro che abbiano concluso positivamente la formazione propedeutica. Perciò, non vi è obbligo per coloro che abbiano seguito i corsi formativi di accettare l’incarico come tutor o orientatori.”

Quindi per poter aspirare all’incarico è necessario aver concluso il percorso di formazione. Ma aver concluso il corso non costituisce obbligo all’assunzione dell’incarico.

Per questo motivo altri docenti chiedono se si potrà aderire a nuovi corsi di formazione da settembre, data l’incertezza legata alla realizzazione del progetto nella singola scuola.

Certamente, scrive il Ministero a proposito del docente orientatore “È auspicabile che dirigenti e docenti promuovano all’interno delle proprie comunità scolastiche la cultura dell’orientamento, come un processo di coinvolgimento attivo intorno al quale tutta la comunità desideri di partecipare con senso di responsabilità collettiva degli esiti formativi degli studenti.”

Quali sono i punti deboli del progetto

Innanzitutto il rapporto tra retribuzione e impegno. Per quest’ultimo, pur essendo chiaro che dovrà essere gestito dai docenti in orario non di servizio in classe, non è ancora stabilito se impegnerà i pomeriggi e quante ore a settimana/mese.

Quindi anche la retribuzione che, lo ricordiamo, è da intendersi  lordo Stato, è al momento aleatoria perchè non correlata all’impegno.

Tutto dipenderà anche dalla consistenza dei gruppi di studenti assegnati, dalle modalità con cui questi gruppi potranno essere gestiti dal momento che verosimilmente si troveranno in plessi distinti della scuola.

Ma a fare la differenza sarà anche la collaborazione con i colleghi del consiglio di classe, perchè è indubbio che l’argomento interesserà da vicino tutti e che il risultato sarà un obiettivo di team.

Probabilmente la formazione fornirà un quadro più dettagliato di compiti e procedure per cui i docenti interessati in questo periodo potranno maturare la propria decisione.

Docente tutor e orientatore, 56mila le domande. Al via la piattaforma online per la formazione, dal 2023/24 operativi. LO SPECIALE

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