Docente tutor e orientatore: quante ore di lavoro, quanto guadagneranno, quali requisiti sono previsti? Le risposte ufficiali del Ministero

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Docente tutor e orientatore: due figure professionali attive nel triennio delle scuole secondarie di secondo grado dall’anno scolastico 2023/24. Le candidature per la formazione potranno essere presentate tramite la scuola entro il prossimo 31 maggio, ma sono ancora tanti i dubbi dei docenti. Ecco le FAQ delle scuole a cui il Ministero ha risposto nel webinar dello scorso 21 aprile, che saranno trasformare anche in FAQ.

Ad apertura dell’incontro svoltosi lo scorso 21 aprile i rappresentanti del Ministero, dott. Greco e dott.ssa Palumbo hanno anticipato la direttiva del Ministro che proporrà uno specifico punteggio aggiuntivo per mobilità e graduatorie interne di istituto per i docenti che assumeranno tale incarico. I dettagli

Ecco le FAQ alle quali hanno risposto i rappresentanti dell’Amministrazione

  1. in ogni scuola il docente orientatore è solo uno o possono assumere l’incarico più docenti?
  2. i raggruppamenti di studenti indicati nella circolare del 5 aprile – minimo 30 e massimo 50 – sono obbligatori?
  3. c’è un numero massimo di docenti che è possibile avviare alla formazione?
  4. Possono accedere alla formazione più docenti rispetto al numero indicato dal Ministero nell’allegato B?
  5. Il docente che partecipa alla formazione è poi obbligato a ricoprire l’incarico?
  6. Cosa accade se in una scuola vi è un numero inferiore di candidature rispetto al minimo indicato dal Ministero?
  7. Uno stesso docente può avere l’incarico sia di tutor che orientatore?
  8. Il percorso formativo per docente tutor e orientatore è lo stesso?
  9. Quali sono i requisiti per la candidatura? Possono partecipare i docenti precari? E il personale educativo?
  10. L’orientamento è previsto anche nelle classi del biennio?
  11. Le risorse finanziarie previste sono per un anno scolastico o per il triennio? Retribuzione: come e quando verrà assegnata
  12. Il docente tutor è previsto anche per gli studenti di II livello dell’istruzione degli adulti?
  13. Il ruolo di tutor negli istituti professionali si sovrapporrà a quello di tutor già presenti per l’elaborazione dei PFI?

Le risposte dell’Amministrazione

L’obiettivo dell’Amministrazione è quella di formare un ampio numero di docenti, anche superiore rispetto al numero minimo indicato nell’Allegato B per singola istituzione scolastica. Seppure non sia previsto un obbligo alla nomina dopo la formazione, il Ministero compie un investimento sulla formazione perchè questa abbia una ricaduta anche nelle fasi successive, quando sarà estesa anche alle classi del biennio della secondaria di secondo grado.

Docente tutor e orientatore frequentano il primo modulo di formazione curato da INDIRE in comune, il loro lavoro infatti sarà in stretta sinergia.

I requisiti per la presentazione della candidatura non devono essere intesi in senso prescrittivo, infatti la circolare indica che essi vanno considerati “preferibilmente” ma bisogna considerare il singolo contesto, ci sono ad es. scuole con un numero elevato di docenti precari che assumono già importanti incarichi durante l’anno scolastico di contratto.

Anche il termine “disponibilità” ad assumere l’incarico non va inteso in senso prescrittivo, non impegno, ma disponibilità a mettere a disposizione la formazione per il contesto scuola in cui si opera.

Per quanto riguarda i compensi, fermo restando il range minimo e massimo individuato dal Ministero, sarà la contrattazione integrativa di istituto a stabilire i criteri per la suddivisione delle somme. L’impegno infatti va considerato forfettario, non è legato ad un numero di ore, o perlomeno esso non è individuato dal Ministero.

La retribuzione individuata va intesa per singolo anno scolastico.

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