Docente sospesa: sanzione o nazionalismo? Lettera

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Inviato da Mario Santoro – Siamo alle comiche, o alla frutta se volete. Ma siamo davvero al fondo che non ha più fondo.

E la gravità sta non soltanto nel dramma ma nel continuare a non volere davvero prendere coscienza che una eco si sta levando per poi sbatterci il muso, e farsi molto molto male.

Nel mentre la Scuola è in subbuglio nei Palazzi e la dove Essa esercita la sua attività, una professoressa viene sospesa per un video che vede l’accostamento di Salvini al Duce.: finita la libertà di pensiero, di parola, di satira? Se mai questo sia il problema del video?

Non entro nel merito della questione in oggetto, pur esprimendo tutta la mia solidarietà alla collega, ma mi preoccupa e fa paura se tutto questo lo si associa alle tante voci che quotidianamente aggrediscono il mondo del sapere e della formazione sociale e civile della Società del Domani, divenuto un parcheggio pubblico per le famiglie che, impegnate nel lavoro, ben pensano che il sostituto migliore alle funzioni genitoriali sia appunto la Scuola.

Mi preoccupa che questo evento vada ad incrementare la libera violenza posta nei confronti dei docenti: e ci sta, visto che l’insegnante non è più il soggetto rispettoso per la funzione che svolge, ma semplicemente un servizio che deve soddisfare le richieste della famiglia.

Mi preoccupa che la Informazione Mediatica ora trova tutto il tempo per inserire la SCUOLA, nell’ accadimento della collega, all’attenzione del Volgo, che nell’azione della sospensione trova rivendicazione e giustificazione della violenza che Esso liberatamente esercita. Solo adesso, mentre le lotte sociali della Scuola, soprattutto in questi ultimissimi tempi, non è mai stato oggetto di dibattiti televisivi: nessuno è stato chiamato al confronto all’esposizione del problema. E poi si urla agli aumenti salariali, come dire che non dobbiamo lamentarci noi addetti ai lavori di questa Ufficio Pubblica dello Stato.

Mi preoccupa se domani mattina dovessi scegliere tra una libertà di pensiero di respiro di dignità e l’ essere obbligato a rinunciarvi per un tozzo di pane, perchè assimilato ad un Sistema che la Storia ancora non soltanto rende e tiene memoria, ma che oggi vede il ripetersi, attraverso manifestazioni e denominazioni politiche, la rinascita di nazionalismi la cui stessa memoria forse è ancora debole o insufficiente alla coscienza e alla consapevolezza del Popolo, anche se queste sono oltremodo manifestazioni di un disagio che da anni lo stesso Popolo ha espresso in tutte le forme democratiche.

Se il prezzo di esprimere ciò in cui si crede, se il fare scuola (il docere), con tutto quello che esso comporta e significa, con tutti gli errori ed orrori involontari (perché siamo umani) sono oggi oggetto disciplinare, e quindi non più espressione di una democrazia che ha reso l’uomo un cittadino, un lavoratore, una persona, un Popolo, con diritti e doveri, una Civiltà alle cui radici trova tutta la evoluzione del pensiero stesso nelle opere artistiche e culturali che hanno e lo hanno reso Popolo, bene sono certo che tutti, o tanti, fedeli a questi valori, che nella stessa Costituzione Repubblicana trovano la forza alla resistenza, continueremo, continuiamo, a rendere la Scuola quella Magistra della Società Civile che guarda per natura stessa al Domani.

I tavoli del Politica in questo giorni ci offrono la farsa dell’attenzione verso gli addetti ai lavori, moltissimi dei quali hanno servito e servono la Stato, da anni e anni tra i banchi, senza magari una continuità, dimentichi del problema di base: il rivalorizzare il ruolo docente, e invertire il costante pensiero culturale che oggi lo vuole fragile soggetto costantemente nel mirino dell’arroganza della presunzione e soprattutto di un diritto che si poggia sul nulla, ma che con la violenza verbale, e non soltanto, ferisce sino ad uccidere la dignità l’intelligenza e il lavoro di un servizio che spesso è proprio quello che fa e rende la Scuola ancora un luogo di incontro di equilibrio di socializzazione di crescita nel confronto dialettico e culturale.
Avrei voluto leggere sui quotidiani, o guardare alla televisione, o ascoltare alla radio, nel fluire dei talk show del mattino del pomeriggio della sera almeno una puntata tutta dedita al mondo della Scuola dove per una volta almeno si potesse finalmente rendere pubblica conoscenza di quanto questo spazio sociale sia non soltanto ferito dimenticato deriso nell’irriconoscenza che è indifferenza non distratta ma voluta da chi gestisce la Cosa Pubblica, poiché avere un Popolo Ignorante fa comodo ai giochi meschini sporchi di questa Cosa Pubblica, fa comodo per la deriva non populista bensì nazionalista che sta invadendo l’Europa e il nostro Paese che tanto ha dato alla crescita dell’Europa stessa e del mondo grazie ai Leonardo i Dante i Raffaello i Giotto, il Rinascimento, il Decadentismo, il Verismo, che passa attraverso agli albori della Roma Imperiale per divenire la Repubblica Italiana. La Nostra Repubblica Italiana e l’Europa che abbiamo e alla quale apparteniamo: noi Cttadini Cosmpoliti di un mondo lontano dal mondo della globalizzazione, quando ci accorgiamo di essere popolo, pensiero dignità, cultura, libertà. Persone.
Viva la Scuola. Viva la Libertà di essere POPOLO.
Coraggio.

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