Docente precaria vince ricorso e firma contratto a tempo indeterminato

di Lalla
ipsef

red – Una docente precaria stipulerà il contratto a tempo indeterminato a seguito di sentenza positiva su ricorso stabilizzazione patrocinato dal sindacato Anief. Previsto anche un risarcimento danni di oltre 18.000 euro.

red – Una docente precaria stipulerà il contratto a tempo indeterminato a seguito di sentenza positiva su ricorso stabilizzazione patrocinato dal sindacato Anief. Previsto anche un risarcimento danni di oltre 18.000 euro.

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Il Giudice del Lavoro di Trani aveva dato ragione all’ANIEF e, costatato l’evidente abuso di contratti a termine perpetrato dal MIUR aveva dichiarato che "il rapporto di lavoro tra la ricorrente e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca deve essere “considera(to) a tempo indeterminato”, con decorrenza dal 1° aprile 2009 […] con conseguente ricostruzione della carriera i fini previdenziali, pensionistici, di anzianità e retributivi e di risarcirle il danno in misura pari ad “un’indennità onnicomprensiva” di 9 “mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”, maggiorata degli accessori di legge”.

"Il MIUR – comunica l’Avv. Michele Ursini –  non ha potuto far altro che eseguire l’ulteriore sentenza e convocare la docente per l’effettiva stipula del contratto a tempo indeterminato retrodatato con effetti giuridici ed economici al 2009."

In Italia ci sono già state altre sentenze passate in giudicato in quanto non appellate dal Miur, ma ricordiamo anche che si è in attesa di una sentenza storica che potrebbe porre fine a decenni di precariato per il sistema scolastico italiano.

A dicembre 2013 la Corte di Giustizia ha emanato due nuovi provvedimenti che seppure non riguardino direttamente la scuola, costringerebbero l’Italia ad affrontare la questione dei contratti a termine.

Per la scuola la Corte potrebbe pronunciarsi entro luglio-settembre 2014. Dopo la sanzione della Corte di Giustizia europea, le cause torneranno in Italia e i giudici – ci spiega l’Avv. Michele Fortunato che sta seguendo da vicino molti precari che hanno presentato il ricorso – potranno finalmente applicare l’articolo 5 comma 4 bis della legge 368/2001, oppure potranno prendere atto del fatto che non ci sono norme e condizioni per questa attuazione. Tendo comunque a escludere questa ipotesi, perché i risarcimenti civili sarebbero salatissimi, insostenibili per le casse dello Stato”.

Per approfondimenti

Stabilizzazione precari. Sentenza Corte europea tra Luglio e Settembre, 130mila interessati, rischio implosione conti pubblici: parla l’avvocato De Michele

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