Docente su potenziamento: pagato per non lavorare. Il video messaggio alla Fedeli

di redazione
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Non è uno scherzo. Il docente Daniele Costantino si rivolge alla Fedeli per spiegare la sua condizione di insegnante collocato su potenziamento, istituito dalla legge 107/2015

“Volevo capire se è possibile che uno stato retribuisca soggetti qualificati per non lavorare”, dice il docente rivolgendosi alla Fedeli.

” Forse è il sogno di moltissimi cittadini, ma non quello del docente, che si sente offeso, perché è sperpero di denaro, nonostante il fortissimo bisogno di educazione presente in questo Paese”

Le parole del docente “Stiamo parlando del “potenziamento”, ancora non compreso da alcuni Dirigenti Scolastici e docenti. Il potenziamento è da ripensare, in tanti altri Paesi esiste il potenziamento, ma è inviato nei posti in cui c’è qualcosa da potenziare, ad es. nei quartieri difficili, a cui corrisponde adeguata retribuzione.

Mi sento umiliato dal fatto che esistono disoccupati che stentano ad arrivare a fine mese e poi ci sono docenti che denunciamo la condizione di “insegnanti da serie B”,

Provi ad immaginare cosa significhi stare tutto il giorno senza una funzione, uno scopo, un obiettivo.

Parlo del disagio dell’assurdità di questa situazione.

Se sono veri i numeri forniti da Repubblica, ci sono 48.000 insegnanti di potenziaemento. Speriamo che altre scuole abbiano utilizzato meglio questa risorsa.

La questione più grave è – afferma il docente – il “non fare nulla” si perde la voglia di studiare, il merito è sbandierato ma poi di fatto non esistono i meccanismi di controllo

Mi sto spegnendo, sono umiliato nella mia professione”

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