Docente picchiato e sottoposto a procedimento disciplinare, ragazzo promosso. Basta, me ne vado

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Quando è troppo è troppo, avrà pensato il professor Falsone dopo che il ragazzo che era stata causa dell’aggressione subita da parte del padre ha visto una promozione che non prendeva in considerazione quanto accaduto. “Messaggio altamente diseducativo”.

Cosa è successo?

Avvenuta a dicembre, si tratta di una delle tante aggressioni che hanno costellato quest’anno scolastico. Il professor Falsone è stato aggredito dal padre di un ragazzo e dal fratello sedicenne perché aveva invitato il figlio durante la ricreazione, come da regolamento d’istituto, ad uscire fuori in corridoio. Il ragazzo si era rifiutato e il docente dovendo eseguire quanto predisposto dalla scuola, aveva posto una mano sulla spalla dello studente per invitarlo ad andare. Lo studente ha raccontato il fatto al padre che si è presentato insieme al figlio sedicenne. I due hanno spintonato e schiaffeggiato il docente.

Aperto procedimento disciplinare nei confronti del docente

Il docente, inoltre, aveva visto aprirsi a suo carico un procedimento disciplinare che, privo di supporto concreto, era stato chiuso nell’arco di qualche settimana.

La promozione dello studente

Della reazione del docente alla notizia della promozione del docente ci dà notizia “Il Mattino“. “Da insegnante, – ha dichiarato il docente – una decisione di questo tipo mi mette in una difficoltà enorme nel riuscire a valutare tutti gli altri ragazzi sottolinea Falsone perché nel momento in cui saltano determinati capisaldi sul fronte del comportamento, non ci sono più parametri con cui valutare tutti gli altri alunni. Poi, per questione di privacy, non posso dire nulla sul rendimento del ragazzo in questione, né sulla sua frequenza a scuola. Ma ho seri, seri dubbi che questa promozione sia stata educativa per lui“.

Chiesto trasferimento

Il docente ha inoltre condiviso con la testata la volontà di andarsene dalla scuola perché, riferisce “Il Mattino”, si è sentito abbandonato.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione