Docente non partecipa a incontro scuola-famiglia, perché piano annuale modificato da scuola. Sì a sanzione disciplinare, obbligo tenersi aggiornato

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Una interessante sentenza della Corte d’Appello di Roma tratta il caso di una sanzione disciplinare, confermata in questo grado di giudizio, nei confronti di un docente, in merito alla mancata partecipazione all’attività funzionale relativa all’incontro scuola famiglia affrontando anche aspetti procedurali in merito ai procedimenti disciplinari.

Sulla decadenza dell’azione disciplinare
Tra le legittime contestazioni effettuate da parte ricorrente vi era quella della decadenza dell’azione disciplinare ex art. 55 bis D.Lgs. n. 165 del 2001. Rilevando che conformemente a quanto statuito dall’art. 503 D.Lgs. n. 297 del 1994, l’organo competente per l’irrogazione delle sanzioni superiori alla censura è il dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale e non già il dirigente scolastico. Secondo l’appellante la Dirigente Scolastica avrebbe dovuto effettuare la trasmissione degli atti immediatamente e comunque non oltre i cinque giorni dalla conoscenza dei fatti. I giudici ricordano che “con la pronuncia n. 7143 del 2017, la S.C. nel dare atto che nella giurisprudenza di legittimità si è da tempo affermato l’orientamento secondo cui la scansione del procedimento disciplinare – e la decadenza dall’azione disciplinare, prevista come sanzione per il mancato rispetto del termine entro il quale l’iter deve concludersi – richiede necessariamente un’individuazione certa ed oggettiva del “dies a quo”, che presuppone che tale termine non sia agganciato ad una qualsiasi notizia pervenuta a qualunque ufficio o persona dell’Amministrazione, magari anche privi di veste formale e di protocollazione (vedi, per tutte: Cass. 14 ottobre 2015, n. 20733; 10 agosto 2016, n. 16900). La “ratio” della fissazione di un termine finale entro cui concludere il procedimento risponde infatti a molteplici esigenze: quella di far sì che il dipendente non vi resti assoggettato per un tempo indefinito, ma anche quella di consentire all’Amministrazione datrice di lavoro una reazione congrua e tempestiva.

La violazione dei termini non determina più decadenza salvo che non sia leso il diritto alla difesa
Il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75, entrato in vigore il 22 giugno 2017 ha disposto (con l’art. 22, comma 13) ed applicabile agli illeciti disciplinari commessi successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero a partire dal 22 giugno 2017 ha previsto, modificando la norma che “La violazione dei termini e delle disposizioni sul procedimento disciplinare previste dagli articoli da 55 a 55-quater, fatta salva l’eventuale responsabilità del dipendente cui essa sia imputabile, non determina la decadenza dall’azione disciplinare nè l’invalidità degli atti e della sanzione irrogata, purchè non risulti irrimediabilmente compromesso il diritto di difesa del dipendente, e le modalità di esercizio dell’azione disciplinare, anche in ragione della natura degli accertamenti svolti nel caso concreto, risultino comunque compatibili con il principio di tempestività. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 55-quater, commi 3-bis e 3-ter, sono da considerarsi perentori il termine per la contestazione dell’addebito e il termine per la conclusione del procedimento”.

Non partecipare senza alcuna valida ragione agli incontri scuola famiglia legittima la sanzione
“Corretta,( per i giudici della Corte d’Appello nella loro sentenza con trattazione avvenuta il 7 maggio 2020) è la decisione del Tribunale considerato che l’appellante, come emerge dalla completa istruttoria svolta, ha reiterato senza alcuna valida ragione la violazione delle norme che, per il ruolo ricoperto per i compiti istituzionali doverosamente da assolvere, implica che non si possa eludere la partecipazione agli incontri scuola famiglia. Per cui sotto il profilo formale ed anche sostanziale l’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 495 D.Lgs. n. 297 del 1994 al docente si palesa del tutto rispettosa del principio di gradualità delle sanzioni disciplinari, atteso che nel provvedimento è fornita ampia motivazione da parte dell’amministrazione in relazione agli elementi che connotano la violazione di particolare gravità.

Anche se in malattia è dovere del docente tenersi aggiornato
I giudici entrano forse un pò a gamba tesa anche sulla questione di doveri del personale scolastico in caso di assenza dal luogo di lavoro. Affermando che “in base al principio di buona fede, il professore avrebbe dovuto, proprio perché assente, premurarsi di verificare se quanto già comunicato all’inizio dell’anno scolastico, avesse o meno subito mutamenti nell’approssimarsi dell’incontro scuola-famiglia. Si sarebbe trattato di un comportamento del tutto aderente alla comune etica e vivere civile che non avrebbe certo comportato uno sforzo inesigibile dal parte del professore”.

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