Docente minacciato in classe con un pistola giocattolo: “Lo studente mi ha chiesto scusa. È grave che io sia stato ripreso con un telefonino in classe”

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“Quel video mostra soltanto una parte della storia, e per di più può essere frainteso. È grave che io sia stato ripreso con un telefonino in classe ed è ancor più grave che quel video sia stato diffuso su internet. Ecco perché ho deciso di querelare chi ne sarà ritenuto il responsabile. Non per punire uno studente o una studentessa, ma perché i ragazzi si rendano conto del peso delle proprie azioni”.

Lo spiega a La Repubblica il docente minacciato con una pistola giocattolo da uno studente qualche giorno fa, che ha scosso l’opinione pubblica.

Qualche giorno dopo il ragazzo mi ha chiesto scusa con la coda tra le gambe. Adesso è importante che anche gli altri capiscano di aver sbagliato”, aggiunge l’insegnante che ha deciso di sporgere querela contro i responsabili del video: “la mia querela non nasce per punire qualcuno, ma con un intento rieducativo verso tutta la classe. I ragazzi devono rendersi conto che non si tratta di uno scherzo: puntare un’arma contro una persona, a prescindere dal fatto che sia finta, è un reato. Eppure nessuno di loro si è mosso, neanche per fermare chi riprendeva tutto con il telefonino. Alcuni ridevano, come fosse un gioco”.

In classe non mi ero accorto che qualcuno stesse filmando col cellulare, altrimenti sarei stato molto più duro. La scuola ha scelto di rivolgersi all’autorità giudiziaria proprio perché quel video aveva preso a girare sulle chat, le famiglie erano allarmate. Una scelta che condivido“, aggiunge il docente.

Chi le vede fuori contesto può ricavarne un’idea distorta – dice ancora l’insegnante. Sono stato descritto come imbarazzato e umiliato, incapace di reagire e schernito dai propri studenti. Invece era un tentativo di non drammatizzare la situazione. Certo, se non avessi saputo che l’arma era finta, non so come avrei reagito“.

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