Docente licenziata a 69 anni: “Pronta a ritornare in classe da precaria”

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Un pasticcio burocratico all’origine della storia di una docente di 69 anni, assunta a tempo indeterminato e poi licenziata.

La sua storia è raccontata su La Provincia Pavese: “Per trent’anni ho fatto la mamma, allevando tre figli. E poi, visto che da ragazza mi ero diplomata alle magistrali, ho deciso, a 60 anni, di fare la mamma alla scuola materna: stare a contatto con i bambini mi piace tantissimo, per me è un grande divertimento”.

Dopo 8 anni di precariato, la docente era passata di ruolo a 68 anni, ma la dirigente scolastica le ha comunicato l’annullamento del contratto per superamento del limite di età pensionabile. La sua storia è paradossale dal momento che, secondo quanto risulta, né le scuole doveva aveva lavorato né il Ministero, avevano mai controllato l’età della docente.

La docente spiega: “Nel 2019 è stato indetto un concorso straordinario a Bergamo: ho voluto tentare perché era un’opportunità per diventare di ruolo. A luglio di quest’anno mi è arrivata la comunicazione che l’avevo superato e il 1° settembre – a 69 anni – sono entrata in servizio a Casorate. Non ho mai nascosto la mia età. Un giorno l’ho detto a una mia collega, si è stupita che ne avessi 69. Il 22 settembre la preside mi ha fatta chiamare chiedendomi di firmare l’annullamento del mio contratto perché avevo superato il limite di età. Ero molto agitata, non ho firmato niente e lei mi ha detto che una volta finito il mio orario non sarei più potuta andare a scuola: licenziata, senza nemmeno poter salutare bambini, genitori, colleghe”.

L’avvocato della docente spiega: “Se ricorrono alcune condizioni si può rimanere in servizio fino a 70 anni, ma il tribunale ha dato una interpretazione più restrittiva sostenendo che ciò è possibile solo se c’è la necessità di completare l’anzianità di servizio ai fini del pensionamento, riteniamo comunque che ci sia stato un danno perché il contratto è stato proposto e firmato, e senza che vi sia stato alcun artificio da parte della signora Daniela se c’è un errore è dell’amministrazione. La mia assistita ha perso il guadagno e non ha potuto dedicare il suo tempo ad altre attività, per esempio alle supplenze, che ha sempre fatto e per le quali non risulta esservi un limite di età”.

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