Docente italiano raccoglie due tonnellate di libri di testo per studenti e colleghi di Caracas

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Ha raccolto più di due tonnellate (tonnellate!) di libri di testo e li ha spediti ai colleghi italiani che vivono in condizioni estreme in Venezuela.

Ha raccolto più di due tonnellate (tonnellate!) di libri di testo e li ha spediti ai colleghi italiani che vivono in condizioni estreme in Venezuela.

Per la precisione i chilogrammi sono 2.175, precisa l’ingegner Fabio Bertarelli, 48 anni, insegnante di Informatica all’Istituto tecnico economico “Barozzi” di Modena. Bertarelli era stato nominato dal Ministero Affari Esteri come commissario esterno per la sua disciplina presso il Liceo scientifico tecnologico a indirizzo Scienze “Codazzi” di Caracas, per gli Esami di maturità 2015.

Qui “ho trovato un pezzo di Italia che mai avrei pensato di incontrare e dei ragazzi molto preparati”, rammenta il professore emiliano, che ha appena comunicato alla scuola venezuelana il risultato straordinario della grande gara di solidarietà che consentirà a tutti gli alunni dell’intero istituto comprensivo (5 classi delle elementari, 3 delle medie e l’intero corso del liceo) di avere ciascuno, tra pochi giorni, tutti i libri e per tutte le materie, raccogliendo il pianto di gioia di alunni e professori.

Nonostante le gravi difficoltà in cui versano, Bertarelli ha trovato una eccellente preparazione negli studenti esaminati. In assenza di libri, i docenti hanno lavorato attraverso il collegamento a Internet e con produzioni proprie di testi, di appunti, di mappe.

Una professoressa di Italiano, nostra connazionale ultraottantenne (“ma porta gli anni divinamente”), ha preparato gli studenti in maniera eccellente con l’esclusivo utilizzo della rete. Alcuni degli studenti di quinta, esaminati anche da lui tra giugno e i primi di luglio, una volta conseguito il diploma si sono iscritti a varie facoltà italiane, dal Politecnico di Milano a quello di Torino, a Ingegneria a Bologna, alla Sapienza di Roma.

Il diploma infatti è riconosciuto alla stessa stregua di quelli rilasciati in Italia, i programi sono i medesimi, si studiano Ungaretti e Calvino, il Parlamento italiano e la nostra grammatica, la geografia delle nostre regioni, la storia d’Italia.

Tanto che il Miur assume in servizio insegnanti italiani, anche non di ruolo purché abilitati, per l’anno scolastico e poi altri per gli esami finali, in Venezuela come in tante altre parti del mondo. I corsi di studi sono uguali in tutto a quelli seguiti dagli studenti italiani. In quasi tutto. La drammatica crisi economica e politica in cui versa il Paese americano ha privato gli insegnanti e gli studenti degli strumenti di lavoro più importanti, i libri italiani, a causa dello stato attuale del cambio fisso. L’importazione dei libri italiani è praticamente inaccessibile.

E’ così, professor Fabio Bertarelli?

“E’ così. Potrei fare un esempio per rendere più efficace la percezione del problema”.

Prego.

“Ecco, tanto per capire, sarebbe come acquistare un Iphone al prezzo di 40 mila euro invece che al prezzo di 600 euro o poco più”.

Prima di chiederle com’è nata la sua idea, le chiedo come sia possibile pesare due tonnellate e 175 chili di libri dentro una scuola, dove sono depositati in attesa della partenza.

“Anche questo fa parte della grande gara di solidarietà. Una volta imballato tutto, e siamo alla fine dell’operazione, Marco, il titolare dell’officina Masetti di San Damaso di Modena è venuto a scuola e con uno transpallet sofisticato ha fatto la pesatura, senza portarli via, per definire i costi della spedizione. Sarebbe stato difficile trasportare tutti quei libri fuori dalla scuola solo per pesarli. Come compenso s’è accontentato di un buon caffè preparato dalla nostra bidella Lina”.

La Scuola buona. Ma torniamo all’inizio.

“L’idea è nata nata dalla necessità da parte dei colleghi e degli studenti e di avere nuove edizioni di libri di testo di tutte le naterie di tutte le classi in quanto è praticamente impossibile importali dall’Italia. La svalutazione è molto alta rispetto al cambio fisso imposto dal governo, tanto che anche l’importazione di un solo libro richiederebbe una spesa enorme”.

Qual è stato il costo dell’operazione?

“Ho contabilizzato una somma finale di 950 euro, peraltro sostenuta da fondi che la scuola venezuelana è riuscita a reperire con la collaborazione dell’Istituto italiano di Cultura di Caracas”.

La somma è servita per la spedizione?

“Certo”

I libri raccolti non sono costati nulla?

“Nulla”.

Com’è stato possibile raccogliere tre tonnellate di libri senza spendere un euro?

“Rientrato da Caracas, ai primi di luglio, ho lanciato un appello su Facebook al gruppo di genitori dell’attuale seconda B della scuola media Ferraris di Modena, la classe di mia figlia e un altro sul mio profilo, frequentato da miei ex studenti. Il resto l’hanno fatto il passaparola e il cuore dei modenesi. All’inizio c’è stata un po’ di incredulità, ma poi, rispondendo ad alcune email inviate per chiarimenti, la raccolt a si è concretizzata e il flusso di libri è stato continuo fino al 30 luglio, data ultima per potere spedire in tempo e assolvere agli obblighi doganali e di trasporto”.

Quali libri avete raccolto?

“Nessuno si è presentato con l’intenzione di svuotare la cantina. L’adesione dei colleghi docenti è stata altissima, hanno portato testi lasciati in visione dai rappresentanti e poi non adottati. I genitori hanno portato libri di testo di ottima qualità. A Modena c’è la cultura del vendere i libri usati e i ragazzi li trattano bene durante l’anno”.

Per quali materie?

“Per tutte le materie. Abbiamo coperto tutto il fabbisogno dei libri necessari per tutte le classi, per tutti gli studenti dell’istituto, dalle elementari alle superiori”.

Ci sono stati altri aiuti?

“Ci hanno supportato alcune scuole e una libreria. ‘La libreria’ di Sassuolo ci ha offerto 6 quintali di libri usati e non più di interesse commerciale per cambio libro di testo nelle scuole ma in condizioni eccellenti. Ci hanno supportato la media Ferraris e la scuola primaria Giovanni XXIII e il comprensivo di Campogalliano, sempre nel Modenese. L’Istituto Barozzi ha avuto una partecipazione molto alta, tra docenti e neodiplomati e per i locali offerti per la raccolta. Coop Estense di Modena ci ha regalato i bancali e il materiale d’imballaggio”.

Com’è andata dopo?

“Via via che i libri venivano consegnati li ho selezionati e divisi per materia e inscatolati in modo da essere sicuro di aver raggiunto un numero di libri uguali, suffciente per una classe e li ho imballati”.

Quando partiranno per Caracas?

“Stiamo finendo le procedure per la spedizione e sono prossimi alla partenza. Per ora sono nel corridoio della mia scuola. Ho avuto un lungo colloquio con il referente del Codazzi e il direttore dell’Istituto italiano di Cultura, per ultimare la pratica”.

Ma come hanno fatto in questi anni senza libri?
“Usavano testi datati e molto materiale reperibile su Internet oltre a materiale prodotto dai docenti. I ragazzi erano preparatissimi i colleghi hanno lavorato benissimo. Penso alla collega di italiano, di oltre ottant’anni, decisamente ben portati, che ha permesso l’uso di Internet e del cellulare in classe con risultati eccellenti. E’ la grinta di chi vuole arrivare, la volglia di riscatto e non solamente di successo”.

Chi paga questi insegnanti?

“I fondi del nostro ministero per le scuole italiane all’estero, nel caso del Venezuela, non sono sufficienti a causa della svalutazione e del cambio sfavorevole, come detto. La scuola si mantiene grazie all’associazione Amici del Codazzi che sostiene l’istituto come ultimo baluardo della cultura italiana a Caracas. Pagano loro gli insegnanti”

Come mai il ministero non ha risolto il problema livello diplomatico?

“Mi sono preoccupato di risolvere il problema pratico, non so rispondere al quesito”.

E’ soddisfatto?

“Moltissimo. Quando hanno saputo del successo dell’iniziativa si sono messi a piangere dalla gioia. I miei colleghi sono increduli. Han detto che quando i libri saranno arrivati vorranno aprirli alla presenza via Skype dei nostri studenti e genitori perché sono molto grati per quello che abbiamo fatto”.

Il progetto avrà una continuità oppure l’esperienza è esaurita?

“No, no. Spero che il progetto possa continuare e che questa diventi una buona prassi”.

Vuole lanciare un appello attraverso Orizzonte Scuola a studenti, genitori e scuole per dare un libro a chi non se lo può permettere?

“Perché no? Metto a disposizione il mio indirizzo email ([email protected]) per ogni chiarimento” 

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