Docente in pensione spiega a un gruppo di amici la storia della città. Il sindaco: “Pagheremo noi la multa”

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A Bergamo, una professoressa di arte in pensione, Rosita Corbetta, stava illustrando le peculiarità del Duomo di Città Alta a un gruppo di amici iscritti all’Università per tutte le età di Casatenovo – di cui lei è membro direttivo – quando è stata avvicinata da due agenti della polizia locale.

Questi ultimi le hanno chiesto i documenti per verificare che fosse regolarmente iscritta al registro regionale delle guide turistiche.  Appurato che non lo era, i vigili le hanno inflitto una multa di 2mila euro.

Su Casate Online interviene il sindaco che spiega che la professoressa non pagherà la multa.

A Casatenovo abbiamo fantastiche professoresse e maestre in pensione che aiutano i ragazzini in difficoltà nelle scuole, gratuitamente; pensionati di Villa Farina che gestiscono i trasporti sociali di disabili ed anziani, gratuitamente, tutti i giorni; volontari pensionati di Sentieri e Cascine che accompagnano gli oratori e le scuole a visitare i boschi, i sentieri, il paesaggio, le cascine ed i loro affreschi, gratuitamente; tanti allenatori, accompagnatori nelle nostre società sportive; volontari pensionati alla Colombina che organizzano attività nel Centro sociale, senza mai chiedere nulla, ecc …
Nessuno è mai stato denunciato o ha ricevuto sanzioni per l’esercizio abusivo della professione di guida ambientale, allenatore, autista, educatore sociale o professore.
Il valore del volontariato è riconosciuto dalla Costituzione, la sua gratuità e l’impegno di tante persone costituiscono il tessuto connettivo della comunità, è qualcosa che va non solo difeso ma promosso, non possiamo disperdere e non possono certo essere interpretazioni rigide e prive di buon senso di norme pur comprensibili che tutelano le attività professionali a mettere in crisi tutto questo.
Rosita è fantastica, da anni si impegna così, gratuitamente, con le sue competenze che per noi sono preziose, per la voglia di vivere la nostra comunità stando assieme alle persone, mettendo a disposizione le sue conoscenze e condividendole con gli altri, senza mai chiedere nulla.
Anni fa le avevo chiesto di produrre opere che ricordassero il ruolo delle donne nella Repubblica e nella Costituzione; sono tutt’ora nell’atrio di accesso alla nostra sala Consiliare dr. Maldini; non ha voluto nulla in cambio.
L’UTE organizza tante iniziative culturali, sempre con volontari, coinvolgendo docenti e professori, lo fa in collaborazione con Casatenovo ma anche Missaglia e Monticello.
Rosita e l’UTE sanno che su questa vicenda il Comune è al loro fianco, convintamente; ora è il momento di produrre il ricorso, sperando possa far chiarezza su questo tema, anche per altri. Ma in ogni caso Rosita non pagherà nulla, il Comune interverrà anche se il ricorso dovesse essere rigettato. Come dire: toglieteci tutto ma non i nostri volontari!
In questi giorni mi hanno scritto cittadini di Bergamo, ricordo una bella lettera di una professoressa bergamasca. Ho risposto che noi Casatesi guardiamo oltre, amiamo Bergamo e continueremo a godere delle sue bellezze.
Del resto la Costituzione tutela il Paesaggio ed i Beni culturali ed artistici del nostro Paese; è un bene comune che è a disposizione di tutti, certamente a disposizione di chi aiuta i cittadini, senza volerne lucrare, a godere della bellezza dell’Italia, del suo Paesaggio e dei suoi Beni artistici.
Insomma, Rosita ha fatto qualcosa che la Costituzione promuove.
Qualcuno diceva che i volontari non sono remunerati non perché non valgono nulla, ma perché il loro valore è inestimabile.
Abbiamo bisogno di loro, abbiamo bisogno che Rosita continui a spiegarci l’arte come sa fare.

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