Docente guarita da COVID dopo tre mesi non può insegnare, il giudice la reintegra: “No al demansionamento in biblioteca”

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A dirlo il Tribunale di Grosseto con un Decreto, al quale seguirà una udienza e sarà sentito anche il Ministero, che reintegra in classe una docente guarita dal COVID sebbene siano trascorsi più di 3 mesi. La questione dei docenti guariti da Covid e sulla durata della loro possibilità di insegnare in classe oltre 90 giorni tiene banco già da qualche mese. Il problema nasce da una interpretazione da parte del Ministero dell’Istruzione di una nota del Ministero della sanità che obbliga i sanitari guariti a vaccinarsi dopo 3 mesi dalla guarigione.

Così, secondo quanto ci risulta, sarebbe impostata la piattaforma SIDI che fa scattare il rosso, quindi mette fuori dall’aula, quei docenti guariti dopo solo 90 giorni.

A questo gioco non si è prestata, secondo quanto riferisce il quotidiano “Il Tirreno”,  una docente di sostegno che con due dosi e una positività si è vista negare l’accesso alla classe allo scadere del termine impostato sulla piattaforma ministeriale.

Secondo quanto riferisce l’avvocato della docente, l’amministrazione scolastica ha agito sulla base di una circolare del ministero dell’Istruzione che discrimina l’adempimento dell’obbligo vaccinale a prescindere dalla validità del Green pass, facendolo scattare a 90 giorni dalla guarigione oppure a 120 giorni dalla somministrazione del vaccino.

Il giudice ha dato ragione alla docente, ritenendo illegittima la norma, sostenendo che la legge cui fa riferimento (la 52 del 22 aprile 2021) stabilisce che i guariti si devono vaccinare sei mesi dopo la guarigione. Illegittimo, quindi, anche il demansionamento subito dalla docente che era stata utilizzata in biblioteca.

Docenti non vaccinati guariti da Covid: inadempienti all’obbligo dopo 90 giorni. NOTA Usr Marche. Le criticità

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