Docente francese brucia oltre 60 compiti scritti della maturità per protestare contro la riforma dei licei. Condannato a 800 euro di multa, rischiava 10 anni di carcere

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Un gesto di protesta estremo che poteva avere conseguenze gravi. Enorme scalpore in Francia per la scelta di un insegnante, Victor Immordino, che, nel maggio scorso, ha bruciato oltre 60 compiti scritti della maturità in un liceo a Parigi.

Il docente precario, in servizio come professore di lingua inglese, è finito sotto processo e rischiava fino a 10 anni di prigione e una multa di 150.000 euro. L’insegnante è stato processato per distruzione di testi mediante mezzi pericolosi. Immordino, però, ha sempre negato la pericolosità del suo atto, assicurando di aver “preso le precauzioni necessarie per evitare incendi, portando un bidone della spazzatura in metallo e restando a distanza sufficiente dal liceo”.

I giudici hanno deciso per una pena lieve, evitandogli il carcere e dandogli un’ammenda di 800 euro.

L’insegnante, giunto alla fine del suo contratto (ora fa il barista), ha compiuto questo gesto drammatico per denunciare le nuove modalità di valutazione degli esami. Il suo obiettivo era quello di “annullare l’esame per evitare voti disastrosi”, come dichiarato al quotidiano Le Parisien. Secondo lui, delle copie esaminate, solo 7 raggiungevano un livello “accettabile per il diploma di maturità. L’obiettivo era far riflettere sui nostri metodi di insegnamento”.

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