Docente esperto, per Anief i 300 euro al mese in più vanno assegnati a tutti e subito, non tra 10 anni

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Sul docente esperto il ministro dell’Istruzione non arretra e chiede di allargarne la portata: “La Commissione europea – ha detto oggi Patrizio Bianchi a Radio 24 – ci chiede di rendere stabile il premio per coloro che si formano; ci sarà un problema di numeri, anche io ne volevo molti di più, ma questi premi entreranno in vigore nel 2031-32“ e “ci sarà modo nelle prossime legislature di ampliare e di riuscire, con quelle condizioni, ad ampliare, spero di molto, la platea di coloro che saranno beneficiari“, ha concluso Bianchi.

Anief non è d’accordo: “Il docente esperto – dice Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato rappresentativo – vuole introdurre nella scuola il concetto di meritocrazia andando a discriminare il 99% dei docenti: considerando che la formazione è permanente e obbligatoria e che quindi tutti gli insegnanti svolgono formazione, si andrebbe infatti a premiare solo l’1-2% che ne faranno di più. Inoltre, questo fantomatico super-insegnante non dovrà fare altro che lavorare in classe, così come fanno tutti i suoi colleghi. Ma se formazione di base e lavoro sono gli stessi, perché si danno 5.650 euro solo a poche migliaia di docenti e non a tutti gli 850mila che ogni giorno fanno il loro dovere insegnando? La verità è che i 300 euro al mese netti vanno assegnati a tutti i docenti. Iniziando intanto a dargli i 100 euro medi del contratto 2019/21. Invece, si attua un’operazione di facciata, realizzata con qualche decina di milioni di euro, con l’aggravante di volere introdurre l’iper-competizione in un ambiente di lavoro, la scuola, incompatibile con questo modello”.

Anief ricorda di avere fatto da tramite per la presentazione di una serie di emendamenti al DL Aiuti bis, attraverso cui si chiede anche la cancellazione del docente esperto. Una richiesta già espressa a gran voce durante la manifestazione Anief a Roma del 30 agosto e sulla quale nei giorni seguenti si sono trovati d’accordo sia i partiti sia gli altri sindacati. In Senato si sarebbe dovuto decidere sulla richiesta già da alcuni giorni, ma il voto è stato rimandato alla prossima settimana. Il giovane sindacato ribadisce che se non verranno approvati gli emendamenti proposti dal giovane sindacato, Anief è pronta alla proclamazione dello stato di agitazione e allo sciopero generale.

“Come si fa a parlare di qualche docente esperto e fare finta che non ci sono milioni di docenti bravi?”, dice ancora Pacifico. “La realtà è che l’Europa non ci ha chiesto alcuna modifica al PNRR. Servono, piuttosto, la conferma dell’organico aggiuntivo e l’allargamento delle graduatorie del concorso Straordinario bis. Si pensi a cancellare la supplentite e garantire la ripresa regolare delle lezioni. Non c’è alcun motivo di formare l’1% dei docenti e poi remunerarli nel 2032: se non si trattasse di un decreto legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – conclude il sindacalista – potremmo tranquillamente porci il dubbio di essere su ‘Scherzi a parte’”.

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