Docente esperto, la norma approda in Senato: entro il 1° settembre gli emendamenti. In aula il 6 settembre per l’approvazione. Le ultime

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Sarà una corsa contro il tempo l’approvazione del decreto aiuti bis al cui interno è prevista la tanto chiacchierata norma del docente esperto: mercoledì 31 luglio inizia l’iter dalle commissioni riunite Bilancio e Finanze.

La tempistica

Dicevamo dei tempi strettissimi che si prevedono per l’iter di conversione del decreto legge 115 del 9 agosto: alle 15 del 31 agosto i parlamentari inizieranno a discutere della norma. Ma già il 1° settembre scadranno i termini per presentare le proposte di emendamento. Il 6 settembre, il testo dovrà già approdare in Aula per la discussione che porterà all’approvazione definitiva. Poi il passaggio alla Camera che nel giro di pochi giorni dovrà dare il via libera prima della pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

In totale, dunque, circa 7 giorni di tempo per far passare in senato la norma contenente la figura del docente esperto.

Molte proteste. Ma ci saranno modifiche?

Sul fronte modifiche si registra una netta presa di posizione da parte di PD e M5S, pronte a chiedere la stralcio della norma. Chiederanno correzioni, al massimo, Forza Italia e Italia Viva, che non hanno mostrato nelle settimane scorse alcuna chiara avversione verso questa previsione.

Anche la Lega contraria: “la discussa norma del decreto Aiuti bis sul “docente esperto”, che gratificherebbe un numero infinitesimale di insegnanti (un’autentica presa in giro) per fingere di accontentare Bruxelles, va stralciata. O alla stessa velocità con cui ora ci costringono ad approvarla per non fermare gli aiuti “veri” ad altre categorie, una volta al Governo dopo il voto del 25 settembre, la cancelleremo“, dichiara il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. “Le priorità – spiega Pittoni – sono il superamento del precariato storico e stipendi dignitosi. A quel punto potremo pensare a meccanismi efficaci e condivisi di riconoscimento del merito, validi – conclude Pittoni – per tutti i docenti“.

Norma, come più volte ribadito, osteggiata pesantemente anche dalle organizzazioni sindacali che chiedono al Parlamento di intervenire con decisione.

Ma il tempo scarso a disposizione e il contesto generale dell’attuale Governo potrebbero lasciar presagire ad un’approvazione del decreto legge senza modifiche sostanziali. Oltretutto, appare rischioso secondo i tecnici, stralciare la norma, considerando che l’introduzione della figura del docente esperto si lega alla carriera prefigurata dalla legge 76/22, la riforma del reclutamento che fa riferimento ai fondi del Pnrr.

Il docente esperto

Ricordiamo che, si legge nel Decreto aiuti BIS,   i “docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili possono accedere alla qualifica di docente esperto”.

In tutta Italia i docenti esperti non potranno superare le 8 mila unità per ciascuno degli anni 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036.

La qualifica darà diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento. L’integrazione mensile prevista si aggira intorno ai 450 euro per questi insegnanti. Si tratta, dunque, del 15 % circa in più. Ai docenti che accedono alla qualifica di “docente esperto” per il primo anno scolastico, limitatamente al periodo settembre-dicembre, viene riconosciuto un importo pari ai 4 dodicesimi dell’assegno annuale di 5.650 euro.

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DECRETO AIUTI BIS

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