Docente “esperto”, appena 1 ogni 100 dal 2032. L’amarezza di Pacifico (Anief): il decreto Aiuti bis stanzia 14 miliardi di euro ma all’Istruzione vanno neanche 50 milioni

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Oltre un milione di lavoratori della scuola a fine mese riceve stipendi con cifre ben lontane dall’Europa e sotto l’inflazione: invece di firmare per loro “un contratto ponte” per dare subito circa 100 euro di aumento al personale, così da rispondere anche alla crisi e all’aumento dei costi, il governo con il decreto Aiuti bis stanzia 14 miliardi di euro extra a tutti i lavoratori tranne a quelli della scuola, e questo ci fa diventare molto critici.

È l’amaro commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sulla decisione del governo di investire meno di 50 milioni di euro per il “docente esperto” e nemmeno un centesimo per tutti gli altri, il 99% degli insegnanti, che non parteciperanno a questa assurda corsa ad ostacoli con il “premio” con la meta posta solo tra dieci anni: una procedura assurda che riguarderà, se dovesse passare il decreto legge approvato dal CdM, la miseria di 8mila insegnanti su 850mila da incentivare dal 2032.

 

Nel corso di un’intervista ad Orizzonte Scuola, Pacifico giudica il cosiddetto docente “esperto” come una “umiliazione”, perché si va ad imporre “uno stato giuridico del personale docente non previsto dal Pnrr che non può essere introdotto oggi con un provvedimento di urgenza in piena campagna elettorale”. Il sindacalista reclama aumenti con risorse ulteriori per tutti i dipendenti della scuola e l’adozione di una sostanziosa “indennità di sede: in base all’informativa del Ministero si dovrebbe tradurre in 50 euro annui, è una cifra ridicola, neanche simbolica”.

 

“Basti pensare – continua il leader del sindacato autonomo – che la Regione Sardegna per il personale medico ha previsto un assegno fino a 15 mila euro annui per affrontare il problema del personale sanitario nelle sedi più svantaggiate. L’indennità di sede esiste nel lavoro privato con un assegno di 46 euro giornaliero per chi lavora lontano dal proprio domicilio e dalla propria residenza. La scelta del governo per il personale scolastico è quindi sbagliata”.

Il presidente Anief ha anche dei dubbi sulla “costituzionalità” del nuovo docente “esperto” voluto dal governo: “siamo pronti a impugnarlo e alla mobilitazione dal 1° giorno delle lezioni.

Anche perché i temi legati alla sicurezza delle scuole, mentre i contagi sono aumentati durante l’estate, sono stati ignorati, né è stato confermato l’organico Covid per il prossimo anno scolastico”, sebbene stessimo vivendo l’estate con un alto numero di contagi e di deceduti a causa del virus, conclude Pacifico.

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