Docente di sostegno: come si utilizza se alunno si ritira o fa assenze prolungate

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Cosa succede all’insegnante di sostegno in caso di assenze prolungate dell’alunno con disabilità? A fornire una risposta in merito è l’ipotesi di contratto regionale dell’Usr per la Sicilia sulle utilizzazioni del personale docente, educativo ed ATA per gli anni scolastici 2019/20 – 2020/21 – 2021/22.

Utilizzazione insegnanti di sostegno

L’intesa raggiunta tra le OO.SS. rappresentative, FLC CGIL, UIL Scuola, SNALS e GILDA UNAMS e la parte pubblica, l’8 luglio 2019 presso l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, affronta la procedura dell’utilizzo del docente di sostegno nel caso in cui l’alunno disabile si assenti da scuola per lunghi periodi o che lo stesso venga trasferito oppure si ritiri.

In particolare, le parti hanno concordato che il docente assunto a tempo indeterminato, in servizio su posto di sostegno, ove si verificassero lunghe assenze degli alunni diversamente abili presenti nelle classi assegnate, sarà utilizzato da dirigente scolastico preferibilmente all’interno delle medesime classi e in subordine nell’ambito della stessa istituzione scolastica, in attività di sostegno o in altre attività deliberate dal Collegio dei docenti all’interno del Piano annuale delle attività dell’istituzione scolastica coerenti con il proprio profilo professionale.

In presenza degli alunni assegnati al docente, lo stesso non potrà essere utilizzato per la sostituzione di docenti assenti.

In caso di trasferimento dell’alunno in altra scuola il docente, potrà, a domanda, essere utilizzato nella nuova scuola per garantire la continuità didattica.

Il docente con incarico a tempo indeterminato, per l’intero orario di cattedra/posto, nel caso di trasferimento dell’alunno, dovrà seguire l’alunno nella nuova sede nell’ambito dello stesso comune o comuni limitrofi purché dello stesso distretto. Per ciò che riguarda le aree metropolitane l’operazione avverrà nell’ambito dello stesso distretto.

Qualora l’alunno venga trasferito in altro distretto o si ritiri, il docente con contratto a tempo determinato potrà essere utilizzato, per motivate necessità, nel distretto ove è compresa la scuola di servizio ovvero nell’ambito del comune di servizio nel caso che il comune comprenda più distretti; ciò sempre che nella scuola non ci siano specifiche esigenze.

All’insegnante a tempo determinato, in ogni caso, non può essere revocato il contratto di lavoro già stipulato e una risoluzione anticipata del rapporto di lavoro è illegittima. Il dirigente scolastico dovrà procedere all’utilizzazione del docente di sostegno fino alla normale scadenza del contratto di lavoro.

L’insegnante di sostegno è a pieno titolo docente della classe

Una intesa che lascia un po’ perplessi. Ricordiamo infatti che secondo l’articolo 315/5 del D.Lgs. n. 297/1994 i docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di intersezione, di interclasse, di classe e dei Collegi dei docenti.

Così, anche secondo l’articolo 15/10 dell’O.M. n. 90/2001 gli insegnanti di sostegno fanno parte del Consiglio di classe e partecipano, pertanto, a pieno titolo alle operazioni di valutazione, con diritto di voto per tutti gli alunni della classe.

Ai sensi degli articoli 2/5 e 4/1 del D.P.R 122/2009, i docenti di sostegno sono contitolari della classe. L’insegnante di sostegno è dunque docente della classe, non solo dell’allievo in disabilità a lui affidato.

Sulla questione si era espresso, a dicembre, il Ministro Bussetti, dopo la presentazione del decreto di modifica del D.Lgs. n. 66/2017, affermando: “L’insegnante di sostegno non è solo dell’alunno, ma dell’intera classe che lavora con l’alunno. Se vogliamo fare inclusione, non dobbiamo fare discriminazione. I nostri ragazzi sono tutti i ragazzi delle scuole, poi c’è chi ha più bisogno e a loro si danno opportunità in più”.

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