Docente condannato a 4 mesi per essersi appropriato a scuola del tel di un collega

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Diciamo che a scuola accade di tutto e di più, è un libro costantemente aperto, dove si verificano a volte condotte forse incredibili per il contesto nel quale si realizzano, quale la scuola appunto.

La Cassazione penale con la sentenza del 22 dicembre 2017 n. 57485 ha confermato la condanna a 4 mesi di reclusione ed Euro 100,00 di multa la pena, inflitta ad un docente in relazione al reato, ex articolo 624 e 61 c.p., n. 11, perchè, abusando della sua qualità di docente, presso l'(OMISSIS), al fine di conseguire un ingiusto profitto, si appropriava del telefono cellulare, Nokia “5310 Zpress Music” sottraendolo al collega che lo aveva poggiato su un armadietto, all’interno dei servizi igienici dell’istituto, e successivamente lo cedeva a suo padre, con l’aggravante di aver commesso il fatto, con abuso di relazioni d’ufficio.

Le giustificazioni dell’imputato non sono state valutate come convincenti da parte dei giudici, per i quali la disposizione dell’art. 131 bis c.p.,( norma che riguarda l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto) va interpretata, infatti, non con riferimento al valore pecuniario obiettivo dei beni, oggetto di apprensione da parte dell’autore dell’illecito, bensì in relazione al contesto complessivo di natura fattuale, inclusi le conseguenze pregiudizievoli di natura morale ed il disvalore dell’azione, innegabile, nel caso di specie, connotato da una violazione dell’affidamento, secondo criteri di buona fede, che di norma insorge, nei contesti delle relazioni abituali interpersonali, nei luoghi preposti all’esercizio dell’attività lavorativa quotidiana.

Insomma si è tenuto conto anche del contesto, giustamente, nel quale è avvenuto tale fatto e della qualità di docente dell’imputato.

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