Il docente antico e lo studente indifeso. Lettera

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Una riflessione, una finestra sulla scuola, mi soffermo con due tematiche che riguardano i principali protagonisti di questo mondo scolastico: i docenti e gli alunni.

Il docente antico.

Siamo stati una Nazione sull’orlo di un precipizio a detta di alcuni, si pensava di spegnere le luci nelle grandi città per risparmiare, sicuramente prima dei docenti ci sono altre fasce deboli da sostenere. In ogni caso credo che riflettere sulla professione docenti ai tempi “della buona scuola” significhi anche rimettere in azione un insieme di anticorpi a beneficio di tutta la società italiana. Non ho parole per il contratto non rinnovato da sette anni, ci vorrebbe un manifesto per rendere note le ingiustizie sopportate da noi docenti. E’ indubbio che la formazione strutturata in questi anni, per le scuole dell’intera nazione, è da considerare un grande passo in avanti verso la buona scuola. Resta incomprensibile perchè ci si distrae sulla dignità del docente quando si arriva alla deduzione del compenso spettante ai formatori, ai tutor, ai docenti che sono preposti a garantire la macchina dei corsi di aggiornamento. Mi riferisco all’elefantiaca struttura sindacale che non segnala e non difende la categoria dei docenti, denunciando che nel 2017 ci si basa ancora ad un decreto interministeriale del 1995, che dispone ” compensi spettanti di direzione e di docenza relative alle iniziative di formazione ” in lire, per cui invito ad immaginare le migliaia di DGSA costretti a usare la calcolatrice per convertire in euro le poche decine di lire. Lo stesso tempo speso da altre figure professionali, come ad esempio per di sostituire un miscelatore in un bagno o per pitturare una panchina, diventa più redditizio. La fantomatica funzione docente, non ha bisogno di rivalutazione al costo della vita, noi esistiamo oggi ma ci considerano e ci trattano come se vivessimo nella prima repubblica. Con il nuovo anno attendo e spero un accordo politico- programmatico che metta in seria discussione e rivalutazione la dignità del pensionato insieme alla dignità del giovane precario o inoccupato, e possibilmente anche la dignità della professione docente.

Lo studente indifeso.

Il cyberbullismo è stato dibattuto in molti convegni, una gigantesca opera di sensibilizzazione, una legge specifica distratta sulla tutela dello studente. Il punto focale a mio avviso doveva essere tra i tanti propositi, quello di difendere gli alunni nelle ore di lezione, quando usano internet a scuola.

In quelle ore la più importante agenzia educativa della scuola, doveva garantire la sicurezza di una navigazione sana. Gli strumenti ci sono ma anche quì non ho sentito alzarsi nessuna voce in proposito, nessuno ha imposto ai DS l’uso di un firewall a protezione delle immagini, dei siti e dei video, violenti e beceri.

Se difendere questa causa per alcuni è sinonimo di protezionismo, allora non scandalizziamoci quando un minorenne guida un auto ad alta velocità, perchè è questo di cui stiamo parlando.

Internet è una macchina immensa che non può essere lasciata entrare nella mente di un ragazzo senza nessuna regola. Come tutte le cose dell’uomo ha i suoi pregi e i suoi eccessi.

Mi domando, l’istituzione scolastica come intende proteggere l’alunno a scuola?.

Ci si ferma ai convegni, alla prevenzione, all’educazione che sarà, oppure sarebbe auspicabile che si dia uno sguardo al presente.

Non posso credere che mentre tutti parlano di bullismo e cyberbullismo le porte si lascino aperte affinche la violenza, la volgarità, …, entrino a scuola tramite alcune pagine buie di internet.

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