Dl scuola, Anief: pericoli settembre, rischio partenza con oltre 200mila supplenti

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Anief – Durante l’audizione svolta ieri presso la Commissione Cultura di Palazzo Madama, il leader del giovane sindacato ha illustrato la serie di emendamenti proposti per rendere davvero efficace il Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, sul quale tra un paio di settimane si esprimerà il Governo con il voto di fiducia. 

Decreto Scuola, il presidente di Anief Marcello Pacifico interviene in VII Commissione al Senato

Il sindacalista a capo dell’Anief ha chiesto prima di tutto un intervento bipartisan del Parlamento su procedure di reclutamento di 250 mila insegnanti, educatori, Ata, Dsga facenti funzione, al di là dei concorsi da bandire e autorizzati dal ministro, la conferma dei contratti per il prossimo anno scolastico, vincoli relativi alla mobilità, la soluzione del contenzioso relativo a concorsi per dirigenti scolastici, passaggi verticali e di qualificazione professionale, corsi abilitanti e di specializzazioni riservati. Guarda il suo intervento dal minuto 5.30 al minuto 10.55/File 2 di 3

 

“Dinanzi ad una situazione di vera emergenza – ha detto Marcello Pacifico – occorre che si risponda con uguale emergenza, con un accordo tra maggioranza e opposizione sulle modifiche da fare rispetto al testo elaborato dal Governo. Bisogna risolvere il problema della supplentite ora, assumendo i supplenti con almeno 24 mesi svolti, salvaguardare la continuità didattica, aprire il nuovo anno scolastico in sicurezza e finalmente senza classi pollaio, garantire la carriera professionale, il diritto al ricongiungimento alla famiglia e dare il giusto merito a tutto il personale della scuola, cui va il ringraziamento delle famiglie italiane per lo spirito di abnegazione e il senso dello Stato che sta mostrando”.

L’intervento

Dopo il fallito confronto di ieri tra gli altri sindacati firmatari e il ministero dell’Istruzione, il presidente nazionale dell’Anief ha ringraziato il presidente e tutta la VII commissione del Senato per aver riportato nella sede corretta, quella del Parlamento, il luogo dove poter scegliere cosa sia per il meglio del Paese, per otto milioni di studenti e le loro famiglie, e un milione e 300 mila unità di personale scolastico. Perché è il Parlamento che legifera ed è il Parlamento che deve assumersi la responsabilità di fronte al Paese, rispetto a un problema urgente come quello del precariato, aggravato dallo stato emergenziale rispetto all’autunno scorso.

Il leader dell’Anief ha ribadito la necessità di riconoscere il lavoro della didattica a distanza svolto nelle scuole, lasciando liberi gli organi collegiali su come anticipare l’inizio delle lezioni nel prossimo anno scolastico e recuperare gli eventuali apprendimenti. Il sindacalista ha ricordato che Anief ha raccolto 20 mila firme in pochi giorni su due proposte:

  1. l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo
  2. l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti conferiti durante la DaD, inclusa per quei docenti in possesso di diploma magistrale che non devono essere più licenziati, e con la salvaguardia dei ruoli per chi ha superato l’anno di prova. Il provvedimento appare necessario per reclutare anche il personale di terza fascia delle graduatorie di istituto e può essere accompagnato anche da una riapertura delle GaE, senza per questo precludere altri provvedimenti orientati alla stabilizzazione del personale Ata, educativo e facente funzione Dsga.

I pericoli da settembre

La realtà è che il prossimo anno scolastico si partirà con più di 200 mila insegnanti precari, 50 mila senza specializzazione su posti di sostegno, 15 mila di religione cattolica, con 40 mila contratti in scadenza delle maestre con diploma magistrale, 7 mila ruoli sub iudice. Ancora 3 mila Dsga facenti funzione, 40 mila precari Ata ed educatori. Si realizzerà anche il record del precariato, per il quale dovrà rispondere una scelta precisa del Parlamento.

“Sugli organici – ha detto Pacifico – è evidente che se hai 35 metri quadrati per classe con il distanziamento di un metro da ogni uscita, servono classi di 15 alunni e non classi pollaio, che non piacciano neanche al ministro Azzolina per i problemi sulla sicurezza oltre che sulla salute”.

“Per i posti di sostegno – ha continuato – non si può continuare a tenere 80 mila posti in deroga: serve un’imputazione urgente in organico di diritto e servono insegnanti di sostegno specializzati dopo che persino le selezioni di 20 mila nuovi insegnanti sono bloccate”. “Per il personale Ata, bisogna assegnare un assistente tecnico ad ogni istituto comprensivo a regime, e non uno ogni quattro istituti come previsto dal decreto legge n. 18/2020, tra l’altro solo fino al 30 giugno prossimo; bisogna anche attivare tutti i profili professionali per 20 mila posti in più previsti dalla legge e riconoscere i ruoli dei dsga facente funzione”.

 

Modifiche concorsi

L’emanazione dei bandi di concorso come da decreto ministeriale n. 200/2020 già pubblicato non risolverà il problema del precariato, neanche con la retrodatazione giuridica perché l’anno sarà iniziato intanto con tantissimi nuovi precari. Se poi i concorsi devono farsi, allora è fondamentale pensare di estenderli, con modalità straordinaria, anche alla scuola dell’infanzia e primaria, agli insegnanti di religione cattolica, di allargarli al personale delle scuole paritarie e della formazione professionale, sempre che non si voglia nel frattempo pensare ad un eventuale nuovo concorso per titoli riservato a tutto il personale docente con 36 mesi di servizio.

“Il personale che insegna da parecchi anni – ha ribadito il presidente Anief – ha pieno diritto alla partecipazione ai corsi abilitanti o di specializzazione su sostegno, perché svolge questo servizio da anni, così come quello di ruolo ha diritto a poter partecipare a un corso di qualificazione professionale per favorire i passaggi di ruolo, senza dimenticare i passaggi verticali per il personale Ata inattivi da dieci anni”.

Mobilità da cambiare

Sulla mobilità del personale di ruolo, infine, attualmente permangono fortissime limitazioni della libertà personale di migliaia di insegnanti, costretti a rimanere a centinaia di chilometri dai propri affetti anche a causa di errate assegnazioni per via di algoritmi errati, bisogna approfittare di questo momento per derogare ai vincoli attuali e contemplare il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia: “sarebbe una decisione saggia che – ha concluso Pacifico – andrebbe a fare anche giustizia rispetto a norme contrattuali discriminanti e irragionevoli che penalizzano i docenti ingabbiati, immobilizzati, i neo-assunti e gli insegnanti di sostegno”.

Scarica gli emendamenti Anief.

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