Dl lavoro, parte assicurazione contro gli incidenti a scuola per docenti, ATA e studenti. Ministro Valditara: “Impegnati a garantire sicurezza e serenità a studenti, famiglie e lavoratori della scuola”

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Nell’ambito delle strategie governative mirate ad accrescere la sicurezza in ambito scolastico, è stata integrata nel Decreto Lavoro, entrato in vigore da questa data, un’innovativa estensione dell’assicurazione per i rischi connessi alle attività educative e formative, coinvolgendo tanto il personale scolastico quanto gli studenti.

Questa estensione è applicabile al sistema di istruzione e formazione, alla formazione professionalizzante e superiore, includendo gli Istituti Tecnici Superiori. In particolare, per il personale scolastico, l’assicurazione coprirà anche eventuali danni subiti durante il tragitto casa-scuola.

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso entusiasmo per tale innovazione, affermando che si tratta di un passo significativo verso l’obiettivo che si è posto fin dall’inizio del suo mandato: garantire un ambiente sicuro e sereno per studenti, famiglie e lavoratori scolastici. Con quest’azione, si pone fine a una storica disparità di trattamento, equiparando le coperture assicurative del personale scolastico a quelle degli altri lavoratori pubblici, come ha sottolineato lo stesso Ministro. Viene inoltre ampliata la protezione assicurativa degli studenti, che ora copre tutte le attività previste nel piano dell’offerta formativa, incluse le gite scolastiche.

Questo provvedimento rientra in un più ampio piano di semplificazione messo in campo dal Ministero dell’Istruzione, poiché le scuole non dovranno più attivare procedure comparative per individuare assicurazioni integrative, riducendo così l’onere per le famiglie. Il Ministro Valditara ha espresso gratitudine nei confronti del Ministro Calderone per la fruttuosa collaborazione e del Ministro Giorgetti per la sua sensibilità nell’assicurare la copertura finanziaria necessaria.

Il provvedimento in Gazzetta Ufficiale

L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro si applica, limitatamente agli eventi avvenuti all’interno dei luoghi di svolgimento delle attività o comunque nell’ambito delle attività programmate, al sistema nazionale di istruzione e formazione, della formazione terziaria professionalizzante e della formazione superiore (ITS, università e AFAM). È prevista l’estensione della tutela assicurativa per studenti, insegnanti, esperti esterni, assistenti addetti alle esercitazioni tecnico-scientifiche e alle attività laboratoriali, istruttori e personale ausiliario e tecnico-amministrativo.

Estensione della tutela assicurativa degli studenti e del personale del sistema nazionale di istruzione e formazione, della formazione terziaria professionalizzante e della formazione superiore

1. Allo scopo di valutare l’impatto dell’estensione della tutela assicurativa degli studenti e degli insegnanti, esclusivamente per l’anno scolastico e per l’anno accademico 2023-2024, l’obbligo di assicurazione di cui all’articolo 1, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 si applica anche allo svolgimento delle attività di insegnamento-apprendimento nell’ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione, della formazione terziaria professionalizzante e ella formazione superiore.

2. Ai fini dell’applicazione della previsione di cui al comma 1, sono compresi nell’assicurazione, se non già previsti dall’articolo 4, comma 1, n. 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, le seguenti categorie:

a) il personale scolastico delle scuole del sistema nazionale di istruzione e delle scuole non paritarie, nonché il personale del sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP), dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), dei percorsi di formazione terziaria professionalizzante (ITS Academy) e dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA);
b) gli esperti esterni comunque impiegati nelle attività di docenza;
c) gli assistenti addetti alle esercitazioni tecnicoscientifiche e alle attività laboratoriali;
d) il personale docente e tecnico-amministrativo, nonché ausiliario, delle istituzioni della formazione superiore, i ricercatori e i titolari di contratti o assegni di
ricerca;
e) gli istruttori dei corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale anche aziendali, o dei cantieri-scuola, comunque istituiti
o gestiti, nonché i preparatori;
f) gli alunni e gli studenti delle scuole del sistema nazionale di istruzione e delle scuole non paritarie nonché del sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP), dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e dei percorsi di formazione terziaria professionalizzante (ITS Academy) e dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), gli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), limitatamente agli eventi verificatisi all’interno dei luoghi di svolgimento delle attività didattiche o laboratoriali, e loro pertinenze, o comunque avvenuti nell’ambito delle attività inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa e nell’ambito delle attività programmate dalle altre Istituzioni già indicate;
g) gli allievi dei corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale anche aziendali, o dei cantieri scuola, comunque istituiti
o gestiti.

3. Ai maggiori oneri derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2, pari a 17,3 milioni di euro per l’anno 2023 e 30,4 milioni di euro per l’anno 2024, e 5 milioni di euro anni a decorrere dall’anno 2025 si provvede ai sensi dell’articolo 44.

4. Le risorse di cui al comma 3 relative ai rimborsi da corrispondere all’INAIL, non utilizzate alla chiusura dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo fino alla rendicontazione dell’effettiva spesa.

Bucalo: “Abbattiamo una delle disparità di trattamento tra gli altri operatori della Pa e quelli della scuola”

“Con l’entrata in vigore del Dl Lavoro si abbatte una delle disparità di trattamento tra gli altri operatori del pubblico impiego e i lavoratori della scuola. Grazie all’impegno del ministro Valditara infatti da oggi vengono equiparate le tutele assicurative per il personale scolastico a quelle per gli impiegati nel resto della pubblica amministrazione. Il decreto prevede difatti una estensione della copertura assicurativa per i rischi, sia del personale scolastico che degli studenti, coprendo non solo le attività formative ma anche le attività di formazione professionalizzante, le gite, per ciò che concerne gli studenti, e il danno in itinere, per ciò che riguarda il personale. Un atto che punta ancora una volta a rimettere al centro dell’agenda di governo il personale scolastico e gli studenti, garantendo loro maggiori sicurezze e tutele.”

Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, membro della commissione cultura del Senato e responsabile della Scuola di Fratelli d’Italia.

Piccolotti: “Misura insufficiente”

“Dopo le tante proteste di tutte le organizzazioni studentesche e l’annuncio di tavoli di discussione sull’alternanza scuola-lavoro il Governo partorisce una misura minima e insufficiente, inserendo l’assicurazione Inail per docenti e studenti nel decreto lavoro. Nulla in contrario, la misura era attesa e giusta, ma non risponde in alcun modo al problema di evitare incidenti e infortuni che purtroppo hanno causato la morte di almeno tre studenti”. 

Lo afferma l’Alleanza Verdi Sinistra con Elisabetta Piccolotti.

“È grave che il governo – prosegue l’esponente rossoverde della commissione cultura e scuola di Montecitorio – non abbia ritenuto giusto cancellare l’obbligo di queste attività e riformarle dando centralità alle attività laboratoriali da tenersi in ambito scolastico”. 

“Assicurare gli studenti contro gli infortuni non è infatti una politica di prevenzione e purtroppo il decreto lavoro non cambia nulla da questo punto di vista: continueranno ad esserci studenti ‘al lavoro’ in contesti ad alto rischio.  Una scelta grave, che continuiamo a contestare”.

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