DL istruzione. UIL: “affrontare emergenza retributiva”. FLCGIL: “fallimetare idea di formazione coatta dei docenti”

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red – Sia la UIL che la FLCGL, audite in VII Commissione cultura, dedicano molto spazio alla questione legata alla formazione dei docenti ed in particolare all’idea del Ministro Carrozza di costringere i docenti le cui classi no hanno raggiunto risltati sufficienti nelle prove Invalsi ad una formazione coatta. Afferma la FLCGIL che se non si modifica il contesto in cui operano le scuole poco conterà forzare i docenti a corsi diformazione.

red – Sia la UIL che la FLCGL, audite in VII Commissione cultura, dedicano molto spazio alla questione legata alla formazione dei docenti ed in particolare all’idea del Ministro Carrozza di costringere i docenti le cui classi no hanno raggiunto risltati sufficienti nelle prove Invalsi ad una formazione coatta. Afferma la FLCGIL che se non si modifica il contesto in cui operano le scuole poco conterà forzare i docenti a corsi diformazione.

 

Partiamo dalla UIL critica l’idea di formare i docenti in modo coatto “anche attraverso convenzioni con le università statali e non statali"

"Abbiamo preoccupazione – scrivono dal sindacato che anche questa volta anziché operare per sostenere e qualificare aggiornamento e formazione come momenti ineliminabili (in tal senso obbligatori) ed insiti nella funzione docente ci sia un impoverimento professionale a vantaggio delle università, ed il tutto si riduca a difficili controlli burocratici di ore di ascolto."

La FLCGIL affronta la questione in senso più lato e coinvolge il contesto, che influenza per il 50% i risultati dei test Invalsi.

"E’ concettualmente e politicamente sbagliata la definizione dal parte del MIUR di metodi didattici e obiettivi specifici. Come è sbagliato concentrare le risorse formative in quelle situazioni con quelle motivazioni:
questo vuol dire far passare l’dea che i risultati di apprendimento derivano da deficit di insegnamento. Siamo sicuri, invece, che, passato l’anno 2014 (l’unico anno finanziato per l’aggiornamento), tutto rimarrà come prima perché il livello economico, culturale, sociale, produttivo, relazionale, di edilizia scolastica, di strutture laboratoriali, di stimolazione culturale dei territori di riferimento ecc. rimarrà come prima. Ed è proprio il contesto, invece, che sta alla radice dei risultati dei test inferiori alla media nazionale." Insomma, sbagliato il principio, che serve solo a trovare un capro espiatorio nei docenti, spendendo inutilmente risorse che potrebbero essere impiegate in modo pù proficuo.

Altra proposta degna di nota della FLCGIL riguarda il dimensionamento della rete scolastica. Secondo il sindacato potrebbe essere utile adottare il parametro numerico medio regionale di 800 alunni per istituto nelle regioni ad alta dispersione scolastica e ad alta densità criminale e di 900 alunni nelle altre realtà regionali. Questo provvedimento potrebbe essere più proficuo rispetto alla formazione coatta dei docenti.

Scarica gli emendamenti FLCGIL

La UIL affronta anche un altra tematica, attraverso un invito chiaro rivolto ai parlamentari cui è rivolto, la questione retribuzione. "Il decreto – scrive il sindacato nella memoria consegnata in VII Commissione – poco interviene sul valore del lavoro e dell’impegno  professionale. Sul versante retributivo c’è una vera emergenza e non possiamo accettare la sottrazione di 300 milioni di euro avvenuta con il decreto del Governo di agosto che ha ulteriormente bloccato gli aumenti per anzianità coperti da fondi (appunto 300 milioni già stanziati).

Scarica gli emendamenti UIL

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