Divieto ingresso studente con treccine, De Cristofaro: chiederò intervento USR. Si tratta di libertà personale

di redazione
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Divieto ingresso a scuola alunno con treccine, sottosegretario Peppe De Cristofaro contrario alla decisione della dirigente. 

Dirigente: rispettare il ‘Patto di corresponsabilità’

Come riferito, la dirigente di una scuola di Napoli, a Scampia, ha vietato l’ingresso a scuola di uno studente di 13 anni con testa rasata e treccine colore blu elettrico, perché contrario al dress code che è firmato ogni anno da tutti i genitori con il ‘Patto di corresponsabilità’.

La dirigente ha dichiarato che lo studente sarà accolto a scuola, ma non entrerà in classe sino a quando non toglierà le treccine, in quanto le regole vanno rispettate da tutti. Farà, comunque, lezione in laboratorio, prove di musica con l’orchestra, palestra con gli altri.

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Sottosegretario De Cristofaro: sbagliato il provvedimento della Scuola

Il neo Sottosegretario al Miur De Cristofaro, come leggiamo sul su profilo FB, ha dichiarato di essere contrario alla decisione della Scuola, annunciando di chiedere l’intervento dell’USR.  La richiesta nasce dal fatto che la decisione del dirigente è scaturita soltanto per l’acconciatura del ragazzo:

Pur nel rispetto dell’autonomia scolastica e dei regolamenti, considero sbagliato il provvedimento che ha colpito lo studente dell’Istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di #Scampia, al quale è stato impedito l’accesso alle lezioni a seguito del suo taglio di capelli. Ero già intervenuto sull’argomento nell’intervista di Angelo Agrippa sul Corriere del Mezzogiorno di ieri, chiedendomi se ci fossero altre ragioni alla base della decisione. Apprendo oggi che invece non è così, e che il provvedimento deriva invece esclusivamente dalla questione dei capelli. L’esclusione dalle lezioni dello studente a me pare ingiustificata e discriminatoria, e per queste ragioni chiederò all’Ufficio scolastico regionale di intervenire per ripristinare un principio di libertà personale, che nel caso in questione non mi pare possa in alcun modo ledere i diritti degli altri studenti e degli insegnanti.

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