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Divieto di fumo nelle strutture e nei locali dell’istituto: scarica bozza di Regolamento e normativa in vigore

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La scuola è istituzionalmente impegnata a far acquisire agli allievi comportamenti e stili di vita maturi e responsabili, finalizzati al benessere e improntati al rispetto della qualità della vita, dell’educazione alla convivenza civile e alla legalità.

Pertanto, sul tema del tabagismo si prefigge di:

  • tutelare la salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti dell’Istituzione scolastica, sancito in generale dall’art. 32 della Costituzione, dal D.L. 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche;
  • prevenire l’abitudine al fumo;
  • incoraggiare i fumatori a smettere di fumare o almeno a ridurre il n. giornaliero delle sigarette;
  • garantire un ambiente di lavoro salubre e conforme alle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • proteggere i non fumatori dai danni del fumo passivo;
  • promuovere una scuola libera dal fumo aderendo ad iniziative informative/educative sul tema, opportunamente integrate nel POF di questo Istituto e favorire il processo di integrazione tra Enti e soggetti diversi (genitori e comunità locale) nella realizzazione delle stesse;
  • fare della scuola un ambiente “sano”, basato sul rispetto della persona e della legalità e che faciliti negli allievi scelte consapevoli orientate alla salute propria ed altrui.

Riferimenti normativi
Il regolamento deve essere emanato ai sensi della normativa vigente e in particolare:

  • Art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo;
  • Legge 11 novembre 1975, n. 584 – Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico;
  • C.M. n. 05.10.1976, n. 69 – In sede di applicazione della legge n. 584 dell’11 novembre 1975;
  • Legge 689/1981 – Legge di depenalizzazione;
  • D.P.C.M. 14/12/1995 – Divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori di servizi pubblici;
  • Decreto Legislativo 30.12.1999, N. 507 – Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205;
  • Legge 28/12/2001, n. 448 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato;
  • Legge 16.11.2003, n. 3 – Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione;
  • Legge 31.10.2003, n. 306 – Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee;
  • Atti di Intesa Stato Regioni in materia di divieto di fumo del 21.12.95, 24.03.03, 16.12.04;
  • Legge 30.12.2004, n. 311;
  • Circolare n. 2/SAN 2005 del 14.01.2005;
  • Circolare n. 2/SAN 2005 del 25.01.2005;
  • Legge Finanziaria 2005;
  • D.I. del 01.02 2001, n. 44 – Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche;
  • D.L. 30.03.2001, 165 – Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
  • C.C.N.L. del 29.11.2007 – Comparto Scuola;
  • D.L. 81/2008 – Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • CCNL scuola 2006-2009 – Comparto Scuola;
  • Legge 16.01.2013 n. 3 art. 51 come modificato dall’art. 4 del D.L. 12.09.2013 n. 104 – Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca;
  • D.L. 12.09.2013 n. 104 – Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca (Convertito da L. 128/2013);
  • D.L. 12.01.2016 n. 6 (in vigore dal 2.2.2016) – finalizzato ad assicurare un elevato livello di protezione della salute.

Luoghi soggetti al divieto di fumo
Deve stabilito il divieto di fumo, anche per le sigarette elettroniche, in tutti i locali dell’Istituto e sue pertinenze e precisamente: cortili, parcheggi, atri ed ingressi, aule, corridoi, uffici, archivi, biblioteche, scale, ascensori, disimpegni, laboratori, palestre, sale di lettura, sale per le riunioni, sale d’attesa, sale docenti, bagni, spogliatoi, bar. Il divieto è esteso agli eventuali autoveicoli della scuola.
Nei locali apposti cartelli con l’indicazione del divieto di fumo, della relativa norma, delle sanzioni applicabili, nonché l’indicazione dei preposti cui spetta vigilare nella struttura.
Altresì il divieto viene esteso a tutte le aree esterne ed alle scale di emergenza esterne.
In tali aree sono apposti cartelli con l’indicazione del divieto di fumo, dei preposti cui spetta vigilare e delle eventuali conseguenze per coloro che non lo rispettano.

Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo
I responsabili preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo sono individuati dal Dirigente Scolastico nelle persone dei docenti e del personale ATA.
Tutto il personale docente e ATA ha l’obbligo di rilevare eventuali violazioni e di comunicarle ai funzionari incaricati. A tal fine dovrà essere posta particolare cura nella sorveglianza/vigilanza, durante l’intervallo, anche all’esterno dell’edificio, e al cambio dell’ora di lezione.
L’incaricato preposto non può, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione (in tal caso la motivazione dovrà essere comunicata per iscritto).
Ove non si sia proceduto a nomina specifica dei soggetti preposti al controllo, ai sensi di legge e dei regolamenti, spetta al dirigente responsabile di struttura vigilare sull’osservanza del divieto ed accertare le infrazioni.
Gli agenti accertatori incaricati che continuano a prestare servizio nell’Istituto restano in carica fino a revoca dell’incarico da parte del Dirigente Scolastico.
In presenza di eventuali difficoltà nell’applicazione delle norme antifumo, il Dirigente Scolastico può chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazione Sanità dei Carabinieri e delle altre autorità preposte all’osservanza del divieto.
Il personale incaricato di funzione di agente accertatore deve essere munito di apposita disposizione di nomina; tale disposizione deve essere esibita in caso di contestazione immediata delle infrazioni al divieto di fumo, qualora il trasgressore sia persona non a conoscenza delle relative funzioni, unitamente a valido documento di riconoscimento e comunque sempre a richiesta del trasgressore stesso.

È compito dei responsabili preposti:

  • vigilare sulla corretta apposizione dei cartelli informativi, da collocarsi in posizione ben visibile in tutti i luoghi dove vige il divieto;
  • vigilare sulla corretta osservanza del divieto da parte di tutti i soggetti presenti nella scuola (allievi, personale docente e non docente, genitori, visitatori) e procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzarle.

Procedura di accertamento, contestazione e notificazione
Nei casi di violazione del divieto, i responsabili, preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo, procedono alla contestazione immediata al trasgressore, previa redazione in triplice copia del verbale, utilizzando esclusivamente la modulistica dell’amministrazione scolastica. In mancanza di contestazione personale al trasgressore, gli estremi della violazione debbono essere notificati all’interessato entro il termine di 30 giorni dall’accertamento, mediante raccomandata A/R a cura della segreteria dell’Istituto.
Se il trasgressore è minorenne, la notifica dovrà essere inviata ai titolari della patria potestà, mediante raccomandata A/R, unitamente al modello F23 predisposto per il pagamento.
La compilazione del verbale va previamente preceduta dalla numerazione progressiva e dalla personalizzazione con il timbro dell’Istituto.

Il verbale è sempre in triplice copia:

  • una per il trasgressore (consegnata o notificata)
  • una per l’Istituto Scolastico
  • una per il Prefetto.

L’autorità competente a ricevere i proventi delle sanzioni o scritti difensivi è il Prefetto.

Sanzioni
Come stabilito dall’art. 7 della Legge 584/75 e successive modifiche, e dalla Legge 311/2004 “Legge finanziaria 2005”, i trasgressori sono soggetti ad una sanzione amministrativa cioè al pagamento di una somma da 27,50 € a 275,00 €. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino ai 12 anni di età.
I responsabili dell’applicazione della normativa che non fanno rispettare le disposizioni di legge, sono soggetti al pagamento della sanzione amministrativa da 220,00 € a 2200,00 €.
I dipendenti della scuola che non osservino il divieto nei luoghi dove è vietato fumare, in aggiunta alle sanzioni pecuniarie previste, possono anche essere sottoposti a procedimento disciplinare, secondo quanto previsto dalla normativa contrattuale vigente.
La violazione del divieto di fumo da parte degli studenti sarà presa in considerazione nella valutazione del comportamento. In caso di recidiva, il Consiglio di Classe, in aggiunta alla sanzione amministrativa, può decidere l’applicazione di provvedimenti disciplinari.

Pagamento delle sanzioni
Ai sensi della normativa vigente, al personale dipendente dell’Ente Scolastico è vietata la riscossione diretta della sanzione amministrativa.
Ai sensi dell’art. 16 della Legge 689/81, il trasgressore può effettuare il pagamento entro 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
In forza di tale norma il trasgressore può pagare 1/3 del massimo o il doppio del minimo se più favorevole. In applicazione a ciò la violazione del divieto di fumo comporta il pagamento del doppio del minimo, pari a 55,00 €.
Nel caso in cui la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino ai 12 anni di età, l’oblazione consiste nel pagamento di 110,00 €.
Le persone preposte al rispetto del divieto di fumo che non ottemperino alle disposizioni di legge e del presente regolamento sono ammesse a pagare, con effetto liberatorio, entro il termine di 60 giorni, la somma di 440,00 €.

Il pagamento della sanzione amministrativa può essere effettuato:

  • in banca o presso gli Uffici Postali utilizzando il modello F23 – Codice tributo 131T e indicando la causale del versamento (Infrazione al divieto di fumo – Istituto ______ – verbale n°… del… );
  • presso gli Uffici Postali tramite bollettino di conto corrente postale intestato alla tesoreria Provinciale competente per Territorio, indicando la causale del versamento come sopra.

L’interessato dovrà far pervenire, entro 60 giorni, a mano o per posta, la ricevuta del versamento alla segreteria dell’istituto onde evitare l’inoltro del rapporto al Prefetto territorialmente competente.

Scritti difensivi
Entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione, l’interessato può far pervenire all’Autorità competente a cui è stato inoltrato il verbale scritti difensivi e può chiedere di conferire con la medesima Autorità.
L’autorità competente a ricevere scritti difensivi è il Prefetto.

Violazioni commesse da minori
Art. 2 della L. 689/81:
“Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i 18 anni. Della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza del minore, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto”.
Nella scuola il minore è sottoposto alla vigilanza del Dirigente scolastico, dell’insegnante o di altro personale della scuola.
La violazione al divieto di fumare va contestata al personale che aveva in quel momento l’obbligo di sorveglianza.
La sanzione è irrogata al Dirigente Scolastico che ne risponde in solido per conto dell’Istituzione da lui rappresentata.
Nel caso in cui, invece, è verificato che l’addetto alla sorveglianza del “minore” non ha potuto impedire il fatto ovvero la violazione del divieto di fumo, si procederà all’atto di notifica ai titolari della patria potestà del “minore”, come riportato all’art. 5, dopo la firma da parte dello stesso del verbale di accertamento e contestazione del divieto di fumo.

La Corte di Cassazione sez. I, 22-01-1999, n. 572: “In materia di sanzioni amministrative pecuniarie, nell’ipotesi in cui l’illecito sia attribuito ad un minore degli anni diciotto, soggetto alla potestà dei genitori, di esso possono essere chiamati a rispondere per fatto proprio (culpa in vigilando e/o in educando) i genitori medesimi; peraltro, ben può l’autorità amministrativa procedente, sulla base delle valutazioni effettuate nel caso concreto, esercitare la pretesa sanzionatoria nei confronti di uno soltanto dei genitori, mediante l’emissione della ordinanza-ingiunzione di pagamento nei soli suoi confronti; in tal caso, legittimato a proporre opposizione avverso il provvedimento è soltanto il genitore che ne è il destinatario.”

Il Regolamento
L’adozione di un Regolamento ben articolato, strutturato anche con la modulistica preserva la scuola da errori interpretativi e applicativi della legge. Due in particolare meritano menzione, l’ITI E. Majorana (Dirigente Scolastico Prof.ssa Tiziana Calandri) che opera dal 1976 nella sede di Grugliasco formando periti industriali in informatica, elettronica ed in telecomunicazioni, settori in cui si osservano notevoli occasioni per i giovani sia per la ricerca di una prima occupazione che per il proseguimento degli studi e che è stato scelto, insieme ad altre poche scuole sul territorio nazionale, dal Ministero dell’Istruzione per sperimentare nuovi percorsi didattici e nuove strategie di comunicazione che portino all’innalzamento delle competenze per tutti gli studenti e che si basino sull’innovazione tecnologica e sui nuovi ambienti di apprendimento; e quello dell’Istituto Superiore “Elena Principessa di Napoli” di Rieti (diretta dalla professore Paola Giagnoli) che affonda le sue radici prestigiose al 1872 e che percorre, dunque, in qualche modo la storia di tutta la monarchia e della repubblica, con gloriosi risultati proprio nel campo educativo.

ESEMPIO REGOLAMENTO SUL DIVIETO-DI-FUMO

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