Diversi concetti di alternanza scuola-lavoro

di redazione
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Rete degli Studenti Medi – Arriva oggi l’ufficialità dell’accordo siglato tra MIUR e McDonald secondo il quale 10.000 studenti affronteranno l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro presso le strutture del colosso fast food.

Già il 18 ottobre, in verità, il Ministero aveva lanciato il programma “I campioni dell’alternanza” presentando 16 aziende selezionate appositamente per costruire un programma nazionale di alternanza scuola-lavoro che includesse vari ambiti lavorativi, offrendo possibilità diverse in base alla regione di appartenenza.

“L’accordo siglato con questa multinazionale – dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – rappresenta uno dei punti più bassi che il Ministero potesse concepire nell’ambito dell’alternanza. Le competenze che si presume che gli studenti debbano acquisire durante questi percorsi non sono riscontrabili nell’esperienza reale dei lavoratori della catena”.

Come sindacato studentesco, la Rete degli Studenti Medi è costantemente impegnata nel vigilare che i diritti degli studenti in alternanza vengano rispettati, che si opti per soluzioni che possano essere realmente formative e diano agli studenti competenze reali.

Continua Manfreda: “Ci preoccupa che l’accordo con McDonald sia quello che riguarda il maggior numero di studenti (circa 10.000 a fronte di qualche migliaio di tutti gli altri) e crediamo che esistano alternative estremamente più valide. In un paese che dovrebbe rilanciare l’agricoltura, che può vantare della migliore cucina del mondo, che dovrebbe essere in prima linea per combattere i danni ambientali creati dalla coltivazione e dall’allevamento intensivi, che dovrebbe preservare la qualità del suo cibo e tramandare la straordinaria cultura culinaria a sua disposizione, siglare un accordo con il fast food americano, fingendo che si tratti di un vero e proprio ristorante, ci sembra una decisione, se non al limite del ridicolo, quantomeno miope sia a livello culturale che politico”.

E’ necessario che le esperienze dell’alternanza siano pienamente compatibili con i percorsi di studio selezionati dagli studenti.

Conclude Manfreda: “E’ necessario che si avvii un confronto reale con il Ministero al fine di costruire percorsi positivi e condivisi che facciano dell’alternanza scuola-lavoro un passaggio realmente formativo e che non pongano gli studenti esclusivamente in una condizione di costrittiva di impegno lavorativo. Il governo deve inoltre convocare le associazioni studentesche per rendere operativa il prima possibile la Carta dei Diritti degli Studenti in Alternanza, per garantire a tutti gli studenti che il proprio lavoro non vada esclusivamente a vantaggio delle aziende, piccole o grandi che siano”.


Giammarco Manfreda

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