Diventare insegnanti, ANIEF: con le nuove regole strada più in salita, per due anni le supplenze pagate 400 euro al mese

di redazione
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ANIEF – Diventa sempre più in salita il percorso del docente precario: se fino ad oggi un giovane laureato desideroso di insegnare nella scuola pubblica aveva due strade da scegliere – il concorso pubblico o le supplenze con la trafila delle graduatorie e dell’abilitazione da acquisire – la Buona Scuola ha introdotto un nuovo sistema, i cui contorni si stanno rivelando sempre più discutibili.

 Il decreto legislativo n. 59/2017, infatti, non ha svelato nel concreto cosa aspetta ad un laureato senza abilitazione e non inserito nelle attuali graduatorie: il nuovo modello selettivo-formativo si sta rivelando nelle sue definizioni in queste ultime settimane.

Di sicuro, questi candidati devono partecipare al nuovo concorso pubblico, aperto a tutti e previsto per il mese di giugno 2018, superato il quale si potrà quindi accedere al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (il cosiddetto FIT) di durata triennale. Per accedere al concorso saranno necessari la laurea e il possesso di 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche a meno che non si abbia già un pregresso di precariato. Le graduatorie di merito verranno costituite per ciascuna classe di concorso, sulla base della somma dei punteggi riportati nelle due prove scritte, in quella orale e nella valutazione dei titoli, effettuata solo per i candidati che superano tutte le prove concorsuali.

Su come i laureati dovranno conseguire i 24 CFU, i Crediti Formativi Universitari, nell’area cosiddetta “trasversale”, viene in aiuto il decreto Miur n. 616 del 10 agosto 2017 – che risponde alle disposizioni del D.lgs. n. 59/2017, attuativo della legge n. 107/2015, entrato in vigore il 31 maggio 2017 – con il quale si indicano le modalità di conseguimento dei 24 CFU, necessari – oltre alla laurea – per accedere al concorso a cattedra 2018 per la scuola secondaria. Si tratta di 24 CFU da acquisire in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Ma veniamo a cosa potrà accadere dopo la selezione, quindi a coloro che verranno reputati idonei: nel primo anno i corsisti acquisiranno una sorta di quella che oggi viene considerata l’abilitazione all’insegnamento; poi, proseguiranno con un altro anno di formazione. In questo biennio svolgeranno pure supplenze a stipendio ridotto. Anzi, sarebbe meglio parlare di rimborso spese, perché secondo quanto trapela da Viale Trastevere le cifre variano tra i 400 euro e i 600 euro al mese, probabilmente anche lordi. Successivamente, al terzo anno di FIT, il candidato in formazione potrà accedere alle vere e proprie supplenze annuali, con stipendio equiparato ai precari attuali.

Il sindacato non può condividere questo scenario: “Le cifre, da assegnare ai vincitori di concorso, che circolano in questi giorni per i primi due anni di FIT – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – sono così miserevoli che non si avvicinano nemmeno ad un assegno di disoccupazione. Inoltre, va ricordato che un laureato in questo modo deve anche rinunciare alle supplenze tradizionali perché di certo non riuscirà a conciliare tutto. Come Anief, quindi, siamo pronti a ricorrere per far riconoscere una borsa di studio adeguata al lavoro svolto”.

“Lo stesso vale per gli studenti del Tfa, Pas, Afam, Cobaslid, SSIS e di ogni altro corso universitario abilitante: se sono abilitati non si può chiedere loro di lavorare come fossero dei “tirocinanti” senza esperienza pregressa. Inoltre, reputiamo illegittimo lo stipendio iniziale al terzo anno di FIT: dovrà essere adeguato agli effettivi anni di insegnamento già svolti dal docente, senza alcuna discriminazione rispetto al personale già di ruolo. Lo stesso vale per le specializzazioni e il servizio svolto sul sostegno ovvero per ogni specializzando che ha già al suo attivo esperienza lavorativa e che non può essere trattato come un parvenu dell’insegnamento”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

Si ricorda che Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit). Le nuove modalità di reclutamento prevede che i docenti debbano conseguire 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche. Per agevolare gli aspiranti docenti Eurosofia e l’Università Pegaso hanno strutturato un pacchetto estremamente vantaggioso che consente di acquisire, in modo rapido ed efficace, le competenze richieste, secondo le modalità individuate nell’art. 3 comma 2 del DM 616 del 10 agosto 2017. Sarà possibile conseguire 12 CFU in modalità e-learning e gli altri 12 attraverso degli incontri residenziali. Il corsista avrà la possibilità di scegliere quali materie seguire in modalità e-learning o in presenza. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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