Disturbi del comportamento alimentare sempre più precoci: l’età di insorgenza scende sotto i 10 anni

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Secondo il pediatra Giuseppe Banderali, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip), si sta registrando un preoccupante abbassamento dell’età di esordio dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Mentre solo 15 anni fa questi disturbi comparivano intorno ai 16-18 anni, ora coinvolgono sempre più spesso bambini in età infantile, con casi segnalati persino a 8-9 anni. Inoltre, si è registrato un forte aumento tra i ragazzi di 12-14 anni.

Questo cambiamento anagrafico, che vede 3 su 10 dei 3,2 milioni di persone affette da disturbi alimentari avere meno di 14 anni, comporta importanti implicazioni per l’assistenza medica. Banderali sottolinea che il pediatra deve essere più attento a questi problemi, che un tempo vedeva solo marginalmente, per poter fare diagnosi precoci. Una diagnosi tempestiva, infatti, aumenta le possibilità di uscire dal disturbo.

Nell’anoressia nervosa, la perdita di peso è un segnale evidente a cui genitori e insegnanti dovrebbero prestare attenzione, segnalando al pediatra un anomalo dimagrimento o un rallentamento della crescita. Altri campanelli d’allarme sono comportamenti scorretti a tavola, come selettività eccessive o rifiuto del cibo.

Banderali ricorda anche l’esistenza di altri disturbi dell’alimentazione nei bambini molto piccoli, denominati ARFID (disturbi evitanti-restrittivi dell’assunzione di cibo), che comportano un’eccessiva restrizione alimentare e conseguenti disagi fisici e psichici. “Mai quindi trascurare il peso del bambino”, raccomanda lo specialista.

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