Dispersione scolastica. Il M5S denuncia: “ripartizione non è avvenuta secondo i criteri del decreto”

di redazione
ipsef

red – Torniamo sulla polemica della ripartizione dei 15mln di euro alle regioni per progetti sulla dispersione scolastica. Interviene anche il Movimento 5 stelle.

red – Torniamo sulla polemica della ripartizione dei 15mln di euro alle regioni per progetti sulla dispersione scolastica. Interviene anche il Movimento 5 stelle.

Ieri abbiamo pubblicato un articolo nel quale indicavamo quello che secondo noi era una anomalia nella spartizione dei fondi. Infatti, a regioni come la Lombardia con una dispersione scolastica del  15,3% avere 2.204.827 milioni di euro, mentre la Sicilia con il 25% di dispersione avere 1.564.807 milioni di euro. Altra regione che abbiamo preso ad esempio è la Sardegna, con una dispersione del 25,83% che avrà euro 492.820.

Il motivo di tale anomalia? L’aver considerato quale criterio principale la popolazione scolastica e non la percentuale di dispersione. Leggi l’articolo

All’annotazione rispondeva il Sottosegretario Rossi Doria, affermando che la dispersione non è un problema esclusivo del Sud e che "nel 2011 la Lombardia aveva quasi lo stesso numero di ragazzi dispersi della Campania. La percentuale può essere più bassa, ma su una popolazione scolastica più alta c’è una questione in termini di quantità, quindi bisogna vederla in questa complessità". Leggi le dichiarazioni.

Oggi abbiamo ricevuto un comunicato da parte del Movimento 5 stelle, nel quale si afferma che "la ripartizione dei fondi per il contrasto del fenomeno della dispersione scolastica di cui al decreto ministeriale n. 87 del 10 febbraio c.m. (allegato B) non è avvenuto secondo i criteri dettati dal decreto stesso all’art. 6, comma 1". La denuncia arriva dal portavoce M5S al Senato F. Bocchino.

"Infatti, la ratio ispiratrice del decreto ministeriale attuativo dell’art.7, comma 3 del decreto legge n.104 del 2013 è quella di finanziare progetti o attività che abbiano una ricaduta fattiva sul maggior numero di alunni “dispersi”"Continua il comunicato. "Il calcolo, quindi, va effettuato su valori assoluti e vanno finanziate maggiormente le regioni che numericamente hanno più alunni da raggiungere, come giustamente previsto nel decreto stesso."

"Purtuttavia, – e qui sta l’inghippo – nel momento di ripartire i fondi non si è tenuto conto della popolazione scolastica corretta dal tasso di dispersione ma si è effettuato uno calcolo diverso che crea la paradossale situazione che regioni come la Lombardia con una popolazione scolastica di 1.159.776 ma con un tasso di dispersione del 15,34%  e quindi con 177.910 alunni “dispersi” riceve un finanziamento di € 2.204.827 a fronte della Campania che, pur avendo una popolazione scolastica di 941.990 unità con un tasso di dispersione scolastica del 21,77 % e quindi ben 205.071 alunni “dispersi”, riceve solo € 1.847.212"

L’allegato B con i fondi ripartiti

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief voglioinsegnare