Dispersione scolastica: in Veneto intercettati 237 ragazzi con “Fuori scuola”

di redazione
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Regione Veneto – “Una offerta formativa diversificata e un buon orientamento sono il miglior intervento per contrastare il rischio di dispersione scolastica. Ma serve anche un attento monitoraggio della popolazione scolastica e una rete efficiente e tempestiva di operatori e di agenzie nel territorio”.

E’ quanto ha affermato l’assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, a consuntivo dei dati del biennio di sperimentazione del progetto “Fuori scuola”, finanziato dalla Regione Veneto con 250 mila euro. “Fuori scuola”, grazie all’anagrafe scolastica regionale, ha messo in rete scuole, centri per l‘Impiego, centri provinciali per l’istruzione degli adulti, enti di formazione professionale e ha offerto agli adolescenti che hanno abbandonato la scuola dell’obbligo una opportunità diversa per completare gli studi o per avvicinarsi al mondo del lavoro con tirocini o esperienze di apprendistato.

“Il Veneto è una delle poche regioni in Italia ad essersi dotata di una anagrafe scolastica – ha ricordato l’assessore, in occasione del convegno “Persi, dispersi e ritrovati” organizzato dalla Regione nel palazzo Grandi Stazioni sugli esiti di “Fuori scuola”– vale a dire di un sistema informativo che consente di allertare i centri per l’impiego nei casi di abbandono scolastico. Solo così è possibile intercettare ragazzi e famiglie e proporre percorsi alternativi e professionalizzanti”.

A gennaio 2018 l’anagrafe regionale studenti ha fotografato 3.489 ragazzi tra i 14 e i 17 anni, per il 60 per cento maschi, che avevano disertato i banchi di scuola e i laboratori della formazione professionale. L’anno precedente gli ‘abbandoni’ in Veneto erano 3.297. In media negli ultimi cinque anni circa il 7 per cento degli iscritti alla scuola dell’obbligo in Veneto ha lasciato i banchi prima dei dieci anni di frequenza previsti dalla legge. Si tratta di un tasso di dispersione scolastica inferiore al target europeo del 10 per cento e a quello di altre regioni, ma è pur sempre il segno di fragilità del sistema educativo o di problematiche individuali e familiari.

Con l’iniziativa sperimentale “Fuori scuola”, nell’ultimo biennio la Regione Veneto ha contattato e coinvolto 237 ragazzi ‘dispersi’: 53 hanno concluso l’anno scolastico sui banchi di scuola conseguendo la promozione, 108 hanno intrapreso percorsi alternativi fatti di laboratori professionalizzanti, esperienze creative, alternanza duale tra scuola e lavoro.

“Grazie alla creatività, all’esperienza e alla collaborazione tra operatori e formatori dei centri per l’impiego, dei centri per l‘educazione degli adulti e del mondo della formazione professionale – evidenzia l’assessore – è stato possibile offrire percorsi ‘su misura’ per rimettere in gioco questi ragazzi e stimolare in loro interessi e talenti. Solo un sistema educativo forte, dove istruzione e formazione professionale vanno a braccetto, può proporre esperienze di questo tipo, antidoto alla dispersione scolastica e al disagio giovanile e sociale”.

I percorsi professionalizzanti, proposti con la collaborazione del Centro Consorzi, Ciofs Don Bosco, Centro di formazione professionale Camerini Rossi, Cnos FAP, Coges, Enaip Veneto, Fondazione AIDA, Fondazione Centro Produttività Veneto, Istituto Canossiano, Istituto Don Calabria, Scaligera Formazione e Scuola Edile di Padova, hanno visto i partecipanti impegnarsi in laboratori artistici sul legno, scuola per pizzaioli, produzione video, hip-hop , poesia in musica, fotografia, “spray art”, graffiti, riadattamento di abiti usati.

“Un territorio maturo e consapevole, dove servizi scolastici, formativi e sociali riescono a collaborare tra loro e con il privato sociale – conclude Donazzan – può sperimentare interventi plurali e diversificati come questo. La chiave di volta è la tempestività: nessun ragazzo deve perdersi per strada, perché ogni abbandono non è solo un fallimento individuale, ma uno scacco per l’intero sistema, familiare, sociale, educativo ed economico”.

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