Dispersione scolastica, Feltri: “In aumento gli alunni che lasciano. Poco male, sono gli stessi che a scuola non hanno mai studiato seriamente”

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Nel panorama mediatico, ogni tanto, emerge una dichiarazione che accende il dibattito e desta reazioni intense tra il pubblico. L’ultima in ordine di tempo è quella del noto giornalista Vittorio Feltri, che ha deciso di lanciare una riflessione riguardo al crescente fenomeno degli abbandoni scolastici nel Paese.

Attraverso il suo profilo Twitter, Feltri ha dichiarato: “Sono in forte aumento i ragazzi che abbandonano gli studi. Poco male, sono gli stessi che a scuola non hanno mai studiato seriamente”. Una presa di posizione netta, senza mezzi termini, che ha subito generato reazioni di ogni sorta. Molti hanno considerato la sua osservazione come una semplificazione di un problema molto più profondo, mentre altri l’hanno apprezzata come una spietata analisi della realtà.

Ma cosa c’è di vero dietro queste parole? L’abbandono scolastico è un fenomeno in crescita in molte nazioni, non solo in Italia. Le cause sono molteplici e spesso intrecciate: difficoltà economiche, contesti familiari problematici, mancanza di motivazione, difficoltà di apprendimento, e non ultima, una scuola che, secondo molti, non riesce più a coinvolgere e appassionare.

La posizione di Feltri, però, sembra suggerire che l’abbandono scolastico sia principalmente una questione di impegno individuale. Secondo questa visione, chi abbandona è semplicemente chi non ha mai veramente voluto studiare. Una visione che, senza dubbio, non tiene conto di tutte le variabili in gioco, ma che allo stesso tempo tocca un nervo scoperto. La realtà è che la scuola, come istituzione, è in continua evoluzione e ci sono, senza dubbio, studenti che la vivono come un peso insostenibile o non in linea con le proprie aspirazioni.

Le parole di Feltri, seppur polarizzanti, aprono a una riflessione più ampia: come può la scuola moderna rispondere alle esigenze di una popolazione studentesca sempre più eterogenea? Come può evolversi per evitare che il numero degli abbandoni cresca ulteriormente?

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