Dispersione. No a riforme? Da Europa segnali di cambiamento

di redazione
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red – Secondo quanto pubblicato dal CENSIS e messo in evidenza dalla nostra redazione, l’Italia mostra dati più confortanti sulla dispersione. Il ministro ha già detto che non ci saranno riforme, ma dal Ppe si chiede innalzamento dell’obbligo di istruzione a 18 anni.

red – Secondo quanto pubblicato dal CENSIS e messo in evidenza dalla nostra redazione, l’Italia mostra dati più confortanti sulla dispersione. Il ministro ha già detto che non ci saranno riforme, ma dal Ppe si chiede innalzamento dell’obbligo di istruzione a 18 anni.

L’Italia migliora, nel 2010 abbandoni in calo in quasi tutta la penisola, solo il centro mostra un aumento. I dati sono stati forniti dal Censis nel "45mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese". Restano ancora le note dolenti di alcune regioni come la Sicilia che mostra il più alto tasso di abbandono in Italia.

Il ministro è già intervenuto sull’argomento affermando che "bisogna fare un’attenta riflessione sul tema della dispersione, soprattutto tenendo conto delle difficoltà delle fasce più deboli, quelle in cui convivono la povertà all’impossibilità di portare avanti studi regolari".

Ma nessuna riforma bisogna, afferma il ministro, "per rispondere con flessibilità e progetti educativi più personalizzati alle esigenze degli studenti."

Ma dall’Europa giungono diverse richieste. In particolare il partito popolare europeo ha chiesto un innalzamento dell’istruzione obbligatoria fino a 18 anni e la creazione di scuole della seconda opportunità.

Una strategia che vuole essere una risposta alla disoccupazione giovanile in Europa.

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