Dispersione. Italia migliora, target 15% raggiungibile

di
ipsef

red – A dirlo l’Eurispes, nel "26° rapporto Italia". La scuola rappresenta un importante canale di esclusione/inclusione e il dato di riferimento è il tasso di abbandono scolastico. Come siamo messi?

red – A dirlo l’Eurispes, nel "26° rapporto Italia". La scuola rappresenta un importante canale di esclusione/inclusione e il dato di riferimento è il tasso di abbandono scolastico. Come siamo messi?

Secondo l’Eurispes, la prima  variabile considerata è il tasso di abbandono scolastico che misura la percentuale della popolazione 18-24 anni con al più la licenza media e che non frequenta altri corsi scolastici o svolge attività formative superiori ai 2 anni. Nel confronto europeo l’Italia ha migliorato notevolmente la sua posizione dal 2005 al 2012 passando dal 22,3% al 17,6%

Per questo il target del 15% nel 2020 sembra raggiungibile. La situazione italiana resta, comunque, di forte ritardo rispetto ai grandi paesi europei: Germania, Francia, Regno Unito presentano  valori pari a circa due terzi. La Spagna, che ha avviato un rilevante processo di catching-up nei confronti dei suddetti paesi, negli ultimi anni ha visto volgere a proprio favore il confronto con l’Italia.

L’evidenza empirica a livello di ripartizione geografica ripropone il classico dualismo Centro-Nord/Mezzogiorno, ma nel 2012 lo scenario è leggermente più articolato per le regioni virtuose, che sono Molise (10%), Provincia autonoma di Trento (12%), Abruzzo (12,4%); mentre quelle più colpite dal disagio sono Sardegna (25,5%), Sicilia (24,8%) e Campania (21,8%). La Puglia è la regione che ha avuto in questo periodo il maggior decremento, pari a circa 10 punti percentuali, passando dal 29,2% del 2005 al 19,7% del 2012.

A contare veramente sono, ovviamente, le competenze acquisite nel percorso scolastico. Secondo l’indagine Ocse-Pisa l’Italia ha livelli abbastanza al di sotto della media dei paesi Ocse, e, nello specifico, di Francia e Regno Unito, mentre è rilevante il divario negativo in matematica e scienze con la Germania, e siamo lievemente al di sopra della Spagna. Considerando la variazione percentuale media annuale dalla prima rilevazione Ocse-Pisa (2012), l’Italia presenta un andamento molto positivo rispetto alla media, ad eccezione, però, della Germania per quanto concerne i punteggi in lettura perché in quel paese il miglioramento è stato il triplo rispetto a quello italiano.

 La disaggregazione a livello di ripartizione geografica evidenzia come gli studenti settentrionali abbiano perfomance molto al di sopra della media, mentre quelli meridionali gravemente al di sotto: infatti, data la media Ocse pari a circa 495, il Nord ha punteggi maggiori di 500, e il Meridione inferiori a 480. I Neet (Not in Education, Employment or Training) rappresentano «la quota di popolazione in età 15-29 anni né occupata né inserita in un percorso di istruzione o formazione».

Tali individui sono soggetti ad una esclusione dal mercato del lavoro e dal sistema scolastico o formativo (formale o informale) che, se prolungata, compromette seriamente la probabilità di assunzione nel futuro. Il confronto dell’Italia con l’Europa è molto grave: con riferimento alla medie dell’Ue28 e dell’Area Euro, la differenza, che era di 5 punti percentuali nel 2005, è raddoppiata nel 2012, con un valore italiano pari al 27%, oltre un quarto dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Nello specifico il gap coi quattro grandi paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito e Spagna), già molto elevato, è ulteriormente aumentato nel periodo della crisi. Il caso più eclatante è quello tedesco: il tasso nel 2005 era pari al 75% di quello italiano, nel 2012 è circa un terzo.

I divari regionali sono costanti e rilevanti con un Mezzogiorno che, nel 2012, aveva una percentuale di oltre il doppio di quella europea. Le regioni più virtuose sono le Province autonome di Bolzano (con un  valore “europeo” del 10,6%) e Trento (16,4%), e la Lombardia (19,1%); le regioni più colpite sono Sicilia (39,9%), Campania (38%) e Calabria (37,8%).

(Analisi su dati Istat ed Eurostat)

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