Dispersione implicita, un fenomeno in diminuzione ma con punte ancora alte in Campania, Sicilia e Sardegna. I dati Invalsi

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Non solo dispersione scolastica, un altro fenomeno è diffuso fra gli studenti: la cosiddetta dispersione implicita, ossia quella fetta di ragazzi che non raggiungono i livelli di competenza previsti nel corso dei 13 anni di scuola, anche se hanno conseguito il diploma.

Una fotografia del fenomeno è stata scattata da Invalsi con la presentazione dei dati relativi alle prove di quest’anno scolastico.

In generale la dispersione implicita registra una flessione rispetto allo scorso anno, quando era al 9,8% con un aumento importante rispetto al 2019 (7,5%), per poi diminuire quest’anno (9,7%).

Dal grafico Invalsi si può osservare l’inversione di rotta per due regioni in particolare: Puglia (-4,3 punti) e Calabria (-3,8 punti).  La Calabria, pur vantando una diminuzione del fenomeno, resta tra le regioni con le percentuali più alte (16%) insieme a Sicilia (18,7%) e Sardegna (18%). Quest’ultima registra un incremento rispetto all’anno precedente. La Campania è la regione con la percentuale più alta in assoluto, 19,8%, con uno studente su cinque coinvolto.

L’origine sociale può essere una delle cause? Sì, secondo l’approfondimento svolto da Invalsi “in termini di punti percentuali la dispersione implicita è più che doppia per gli allievi che provengono da famiglie meno avvantaggiate e quasi quadrupla per gli allievi di cui non sono disponibili i dati di background“.

L’ESCS è l’indicatore che definisce lo status sociale, economico e culturale delle famiglie degli studenti che partecipano alle prove Invalsi.

La dispersione implicita è rimasta stabile al 5,6% fra gli studenti provenienti da ambienti più favorevoli.

Prove Invalsi, Italia divisa in due con divari territoriali sempre più ampi. In difficoltà Sud e Isole. Tutti i dati [PDF e VIDEO]

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