Disparità di trattamento tra docenti ed alunni. Lettera

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Inviato da Mario Bocola- Tra i requisiti dell’assegnazione del bonus premiale dei docenti, i cui parametri sono stabiliti dal Comitato di Valutazione della scuola, è previsto un tetto minimo di assenze che un docente non deve superare nel limite dei 200 giorni di scuola stabiliti dalla legge.

Il superamento del tetto delle assenze annuali per malattia che permette l’esclusione dall’assegnazione del bonus per la valorizzazione del merito oscilla tra il 15 e il 20 per cento. Se un insegnante è stato in stato morboso perché ha subito un intervento chirurgico, è stato vittima di un incidente che ha richiesto diversi mesi di convalescenza tra ospedalizzazione e domiciliazione ed al suo rientro a scuola ha dato prova delle sue capacità con lezioni che prevedono una didattica innovativa, o è riuscito a portare avanti un progetto che aveva sospeso perché deve essere escluso dalla valutazione ai fini dell’attribuzione del bonus premiale?

Non ci sembra una cosa giusta e democratica. Poi sembra che vi è evidente disparità di trattamento tra docenti e alunni e si ha la certezza che entrambi camminano su due binari paralleli senza incontrarsi mai. Perché un docente che è stato assente per malattia viene penalizzato con dandogli il bonus premiale, mentre un alunno che è stato assente per diverso tempo e rischia di perdere addirittura l’anno scolastico con una non ammissione alla classe successiva, a volte si fa una corsa contro il tempo per evitare che ripeta l’anno scolastico?

Per gli alunni si tentano tutte le strade possibili pur di rendere sempre più agevole il loro percorso dietro il consenso dei genitori, mentre per i docenti no: saranno sempre più bastonati e bistrattati dalla società!

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