La disonestà linguistica del MIUR. Lettera

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Si conferma sempre più criptico e inficiato di burocratese il linguaggio delle circolari ministeriali del MIUR che utilizza tanti giri di parole nell’esplicitare concetti che potrebbero essere più chiari ai comuni mortali.

Si conferma sempre più criptico e inficiato di burocratese il linguaggio delle circolari ministeriali del MIUR che utilizza tanti giri di parole nell’esplicitare concetti che potrebbero essere più chiari ai comuni mortali. Anche l’ultima circolare del MIUR del 19 aprile 2016 che detta disposizioni circa l’assegnazione del bonus per i docenti meritevoli dice tutto e nulla circa i criteri da attribuire al Comitato di Valutazione utilizzando un linguaggio dove la chiarezza, l’immediatezza del registro linguistico, la semplicità vanno a farsi benedire in virtù di un linguaggio contorto, burocratizzato e ricco di circonlocuzioni che non fanno altro che confondere le idee con il preciso obiettivo di non far capire alcunchè.

Farebbero bene i tecnici e i dirigenti del MIUR, ad andare a scuola di lingua italiana perché i dirigenti scolastici e i docenti non devono affatto scervellarsi per interpretare le norme ministeriali dando adito alle interpretazioni più disparate. Anche il linguista Michele Cortellazzo, autore di un pregevole dizionario etimologico della lingua italiana è intervenuto sulla questione sottolineando il linguaggio oscuro e arzigogolato del Ministero dell’Istruzione. Pertanto il MIUR quando emana circolari sia semplice e chiaro perché solo la chiarezza linguistica rende semplificato il lavoro quotidiano del personale della scuola che ogni giorno deve far fronte a mille problematiche.

 Mario Bocola

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