La disciplina nelle scuole italiane migliora. A dirlo l’Ocse. Effetto Gelmini?

di redazione
ipsef

red – Quant’è importante la disciplina in classe ai fini dell’apprendimento? Domanda retorica, oggi supportata da dati statistici raccolti dall’OCSE durante i test delle rilevazioni 2012.

red – Quant’è importante la disciplina in classe ai fini dell’apprendimento? Domanda retorica, oggi supportata da dati statistici raccolti dall’OCSE durante i test delle rilevazioni 2012.

Secondo L’Organisation for Economic Co-operation and Development gli studenti ottengono migliori punteggi quando il clima di disciplina è più propizio all’apprendimento, anche dopo aver tenuto conto dello status socioeconomico e di altre differenze nell’ambito scolastico.

Dai dati rilevati dall’ultimo test OCSE-Pisa, l’istituto internazionale ha potuto estrapolare il dato relativo alla disciplina di ogni paese partecipante. Per l’italia, tra il 2003 e il 2012, il clima di disciplina nelle scuole italiane è migliorato, dicono, in modo significativo.

Nel 2003, infatti, il 39% degli studenti ha riportato che, nella maggior parte delle lezioni o in tutte, l’insegnante doveva aspettare molto tempo per ottenere il silenzio in classe; nel 2012 questa percentuale era scesa al 31%.

Analogamente, nel 2003, il 42% ha riportato che la maggior parte o quasi tutte le lezioni si svolgevano in un ambiente rumoroso e disordinato. Entro il 2012 questa percentuale era scesa al 36%.

Il clima disciplinare è tuttavia peggiore nelle scuole in cui gli studenti provengono in media da ambienti più svantaggiati.

Sarà il frutto della politica di severità introdotta dal Ministro Gelmini con il famoso e discusso 5 in condotta?

Era il 2010 quando il Ministero raccoglieva i dati della sua riforma sulla condotta che aveva introdotto la bocciatura automatica per chi non raggiungeva almeno il 6 in condotta.

Molto al tempo di discusse della validità di tale novità, tra i favorevoli e i detrattori.

Certo è che all’introduzione del decreto, le scuole italiane furono investite da una vera e propria pioggia di insufficienze in condotta, ben 63.525. Era la fine del primo quadrimestre del 2010.

Il picco proprio alla scuola superiore con 46.490 insufficienze, ed in particolare concentrati negli istituti professionali e tecnici, con una distribuzione geografica che ha visto attribuite cinque in condotta in 809 scuole superiori del Sud, in 512 del Nord-Ovest, in 427 del Centro, in 309 del Nord-Est, in 307 delle Isole.

Dopo tre anni dall’introduzione della riforma Gelmini, si può parlare di tendenza invertita? Secondo l’OCSE, sì

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