DiSAL: occorrono nuove forme di reclutamento dei dirigenti scolastici e docenti

di redazione
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Comunicato – DiSAL in audizione alla Camera sul disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019. Non c’è nulla di più stabile … del precariato.

Oggi 12 novembre 2019 si è svolta l’audizione parlamentare delle associazioni di dirigenti scolastici presso le Commissioni congiunte Istruzione e Lavoro alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.

Per l’Associazione DiSAL è intervenuto il presidente nazionale Ezio Delfino che ha offerto al confronto considerazioni e richieste contenute nella Memoria depositata nel corso dell’audizione medesima e reperibile sul sito disal.it.

Il decreto legge in discussione reca misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti ed è principalmente finalizzato a porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo e ad introdurre disposizioni atte a garantire il corretto svolgimento dell’attività amministrativa nelle istituzioni scolastiche.

“Nulla vi è di più ‘stabile’, in Italia, dei ‘precari’ della scuola – afferma Delfino – una costante per tutte le stagioni che si autogenera a causa dell’assenza di una pianificata strategia di percorsi di formazione iniziale e reclutamento e che i recenti governi hanno cercato di eliminare, senza mai riuscirvi, anche assumendo annualmente circa 20-30 mila docenti”.

Il decreto-legge n. 126/2019 riapre delle possibilità di stabilizzazione e sistemazione ai docenti che da anni attendono la possibilità di acquisire l’abilitazione all’insegnamento: una regolarizzazione che potrà loro permettere, dopo anni di precariato, con contratti solo a tempo determinato di poter avere un’assunzione in ruolo nelle scuole di Stato o un contratto a tempo indeterminato nelle scuole paritarie. Il decreto mira a rimediare, seppur in parte, alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali, dall’altro alla carenza di personale abilitato all’insegnamento nella scuola secondaria, requisito necessario al mantenimento del requisito della parità scolastica.

Nell’intervento in audizione il presidente Delfino ha ribadito che i contenuti del d.l. 126/2019, pur apprezzabili e condivisibili nel loro carattere di urgenza, rappresentano, tuttavia, rimedi ad errori e ritardi nella programmazione del reclutamento di dirigenti, docenti e personale ATA da parte della Amministrazione pubblica che non si possono sottacere e rimediano a prescrizioni che richiedevano interventi normativi chiari e coerenti (come la rilevazione delle impronte digitali o l’assenza di ispettori tecnici). Il d.l. si muove però ancora nella logica di forme di reclutamento e organizzazione del personale scolastico destinate a non risolvere il problema della stabilità dei docenti nella scuola statale, a non sciogliere il tema dell’abilitazione degli insegnanti delle scuole paritarie e a non definire modalità per la verifica di un’adeguata preparazione e selezione per merito del personale rispetto ai fabbisogni degli studenti e delle scuole. Nelle richieste di emendamento al testo in discussione il presidente Delfino ha, inoltre, ribadito che:

  • occorre definire un moderno sistema di formazione e reclutamento dei docenti, superando la formula della abilitazione, e pianificare misure concorsuali e formative che concorrano realmente ad eliminare i posti vacanti sia di docenti che di dirigenti scolastici;
  •  occorre la scrittura delle norme di legge sulla scuola recepisca l’esistenza della legge 62/2000 e che sia sempre orientata a tenere in considerazione del Sistema nella sua articolazione di scuole statali e scuole paritarie;
  • occorre ripensare in prospettiva nuove forme di reclutamento dei dirigenti scolastici (e, analogamente, dei docenti) anche attraverso concorsi indetti dalle singole istituzioni scolastiche (come avviene nei comuni e negli ospedali) o da reti di scuole autonome.

Le audizioni parlamentari proseguiranno nel mese di novembre per giungere entro il 25 novembre alla redazione di un testo di legge da sottoporre poi alla discussione nelle Aule parlamentari.

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