DiSAL. Dirigenti Scolastici vogliono riconoscimento per le responsabilità che si assumono

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Rispondendo ad una interrogazione parlamentare presentata dall'on.le Santerini la quale chiedeva informazioni circa il trattamento economico dei dirigenti scolastici “da tempo al centro di una controversa vicenda riguardante in particolare la retribuzione di posizione e di risultato, a carico del fondo unico nazionale (FUN), e ritenuta dagli interessati fortemente squilibrata, rispetto a quella riconosciuta ad altri comparti della dirigenza pubblica”, il MIUR, con risposta scritta del 7 aprile u.s., ha confermato che le retribuzioni dei dirigenti scolastici italiani, a seguito delle risorse stanziate dalla Legge 107/15, sono destinate ad aumentare: in particolare ha quantificato nel valore del 38% l'aumento di quelle di risultato, notoriamente oggi irrisorie rispetto agli altri dirigenti pubblici, anche se tale aumento verrà tuttavia distribuito in base al merito e, quindi, non percepito da tutti i dirigenti scolastici.

Rispondendo ad una interrogazione parlamentare presentata dall'on.le Santerini la quale chiedeva informazioni circa il trattamento economico dei dirigenti scolastici “da tempo al centro di una controversa vicenda riguardante in particolare la retribuzione di posizione e di risultato, a carico del fondo unico nazionale (FUN), e ritenuta dagli interessati fortemente squilibrata, rispetto a quella riconosciuta ad altri comparti della dirigenza pubblica”, il MIUR, con risposta scritta del 7 aprile u.s., ha confermato che le retribuzioni dei dirigenti scolastici italiani, a seguito delle risorse stanziate dalla Legge 107/15, sono destinate ad aumentare: in particolare ha quantificato nel valore del 38% l'aumento di quelle di risultato, notoriamente oggi irrisorie rispetto agli altri dirigenti pubblici, anche se tale aumento verrà tuttavia distribuito in base al merito e, quindi, non percepito da tutti i dirigenti scolastici.

Tutto oro quello che luccica?

Se è vero che per la prima volta dal 2009 il Governo e il Parlamento hanno destinato risorse "fresche" per questa figura professionale è altrettanto vero che i fondi previsti non riusciranno neanche a compensare le perdite registrate dai dirigenti scolastici dal 2011/12 per quanto riguarda la retribuzione accessoria di posizione e risultato, mentre il loro stipendio base è fermo, come per tutti i dipendenti pubblici, dal 2009.

Nel frattempo il numero delle istituzioni scolastiche e quindi dei dirigenti scolastici ad esse preposti è nettamente diminuito rispetto al 2010/2011, passando da più di 9.000 a circa 7.500 nel corrente anno scolastico senza che, contemporaneamente, alcuna quota dei risparmi derivanti dalla riduzione del numero dei dirigenti sia stata percepita da chi ha avuto, negli ultimi anni, maggiori oneri di lavoro con l'ampliamento della complessità e dimensione dell'Istituzione Scolastica, comprese le titolarità su scuole in reggenza.

Un po' di rabbia nasce in chiunque svolga con dedizione ed intelligenza la professione di dirigente scolastico ed è corretto mantenere alta la guardia e perseguire la strada di una giusta rivendicazione.

Ma cosa può sostenere una rivendicazione che, a partire dalla necessità di affermare un diritto, ottenga la giusta attribuzione di un valore e la conseguente restituzione di un bene? Semplicemente il merito di essere ri-conosciuti: una conoscenza, appunto, del lavoro del dirigente scolastico che dovrebbe essere coraggiosamente riscoperta e rinnovata da parte dello Stato. Un lavoro impegnativo, difficile, carico di rischi, svolto per senso di responsabilità e di servizio alla comunità, e, per questo, nobile e meritorio.

Di questo si tratta: esser riconosciuti per la responsabilità affidata dallo Stato di prendersi cura di chi è in formazione, delle nuove generazioni, di chi ha il bisogno di essere formato; essere riconosciuti in una professionalità spesa per realizzare e sviluppare spazi di libertà di insegnamento, strumenti di progettualità condivisa, proposte didattiche e disciplinari innovative; essere riconosciuti per un protagonismo culturale sviluppato con sincera dedizione per la promozione di competenze nelle giovani generazioni realizzando, per questo scopo e tra molte fatiche, scuole come comunità di apprendimento, spazi di dialogo, luoghi di vita, ambienti di cultura. Riconosciuti per il contributo, alto e fattivo, dato al bene comune. In fondo semplicemente la ‘giusta mercede', di antica cristiana memoria.

Alle associazioni sindacali di categoria, con una nuova ed auspicata collaborazione reciproca e con proposte adeguate, il compito di svolgere azioni e contrattazioni che ottengano il risultato del giusto adeguamento delle retribuzioni dei prèsidi; al Governo ed al Parlamento la responsabilità di risposte coerenti e urgenti che valorizzino appieno questa professionalità. Arriverà il ‘bel giorno' della retribuzione giusta ed adeguata, come auspica la nuova legge sulla buona scuola? I dirigenti scolastici, allora, ne saranno molto ri-conoscenti. Appunto.

Ufficio stampa Di.S.A.L.

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