Disal: il concorso dirigenti scolastici non è uscito

DISAL – “È necessario rispettare questa data perché altrimenti non avremo i nuovi dirigenti scolastici per l’apertura del prossimo anno scolastico a settembre 2018. Nella scuola a differenza di altri luoghi la scelta dei tempi risolve o aggrava. Stiamo parlano non di date, ma di funzionamento della scuola”.

Così si esprimeva l’8 settembre alla Festa dell’Unità a Torino la Ministra Fedeli indicando la data del 15 settembre come ultima scadenza utile della pubblicazione del Regolamento e del Bando per il concorso alla dirigenza scolastica statale ai fini di una immissione a far data dal 1 settembre 2018.

Il 15 settembre è arrivato, ma della pubblicazione nessuna ombra. Un ritardo grave che si trascina da anni con infiniti annunci e sistematiche delusioni.
“Una lacuna grave – ha dichiarato Ezio Delfino presidente nazionale di DISAL – che già oggi ha pesanti ricadute sul buon funzionamento delle scuole statali e che avrà ripercussioni peggiori nel prossimo anno scolastico: senza l’uscita del bando nei tempi annunciati è, infatti, ormai impossibile avere nuovi dirigenti scolastici entro l’1 settembre 2018”.
Le reggenze raggiungeranno così, a quella data, le 2.500 unità con la conseguenza che oltre il 50% delle scuole statali italiane avrà un dirigente scolastico a metà tempo. Una rovina, segno grave dell’inerzia del sistema burocratico e della non capacità del governo politico di garantire la direzione delle scuole. E segno ulteriore di disistima di un ruolo – quello di chi dirige un’istituzione scolastica – già oggi in buona parte snaturato nel proprio compito di direzione culturale ed educativa a causa di compiti ed incombenze non attinenti affidati proprio dall’amministrazione statale. Assicurare il ‘presidio’ puntuale di tutte le comunità scolastiche dello Stato dovrebbe rappresentare, invece, per chi ha responsabilità di governare il sistema scolastico, una priorità assoluta, decisiva per garantire una proposta formativa ben organizzata ed amministrata a vantaggio di tutti gli studenti in tutti i territori italiani.

Il 15 è passato, il ‘18 si allontana. Quindici – diciotto: siamo alla Caporetto del governo delle scuole statali?

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