DiSAL: avviare concorso Dirigenti Scolastici, riconoscere adeguata retribuzione, separare valutazione da retribuzione di risultato

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Ufficio stampa DISAL – Il 25°Convegno nazionale Di.S.A.L. , conclusosi oggi a Firenze, ha visto il riaccadere di una sempre nuova sorpresa di impegno e studio per i 150 dirigenti dalle scuole statali e non statali, giunti da tutte le regioni italiane, assieme a rappresentanti venuti dalle altre nazioni e con l’apporto di esperti e di figure istituzionali.

Un evento culturale e di amicizia durante il quale il comune interesse educativo per la professione direttiva ha permesso di mettere a fuoco utili percorsi per affrontare le istanze e le urgenze  della scuola italiana.

«Riconciliare la scuola con la vita: di questo c’è principalmente bisogno oggi negli ambienti educativi e questo sta già accadendo, in tante scuole – afferma Ezio Delfino riconfermato presidente nazionale DiSAL per i prossimi tre anni dall’Assemblea dei soci svoltasi in occasione del Convegno – . Occorre, però, una sensibilità capace di sostenere spazi e tempi di questo rinnovamento in atto e individuarne i segni nei diversi attori: studenti, docenti, genitori. E’ questo – ha sostenuto al termine Delfino – il contributo ed il compito decisivo del preside oggi: un professionista che deve saper  cogliere il nuovo che viene, valorizzarlo, garantirgli strumenti operativi, renderlo condivisibile nella comunità e nel territorio».

2. Una professione, quella direttiva, oggi “martoriata” da troppe omissioni e da troppe incombenze senza alcun riconoscimento.  Mentre, è proprio da questa professionalità, ripensata e sostenuta, come DiSAL sostiene da tempo,  che può svilupparsi una nuova ripresa della scuola italiana, con l’iniziativa di docenti appassionati, con libere e forti idealità condivise, con percorsi didattici creativi lasciati ad una nuova autonomia e libertà delle scuole. Attraverso la ridefinizione di un  ruolo del dirigere , si potrà così collaborare a restituire alla scuola il suo scopo irrinunciabile: non solo la trasmissione di saperi e competenze, ma la di generazione di cultura come esperienza di vita e avventura di conoscenza.

3. Il Convegno ha approfondito la sfida del cambiamento a favore dei ragazzi e delle comunità scolastiche che è in atto;  ha offerto strumenti per  uscire “dal blocco della paura” e affrontare “la scelta del rischio”, per diventare capaci di considerare la sfida come una risorsa. Inoltre i lavori  hanno indicato i profili, le caratteristiche, le modalità che realizzano una direzione che crei vera innovazione, attraverso i qualificati  interventi di Norberto Bottani, analista di politiche scolastiche di fama europea, Dario Nicoli sociologo dell’organizzazione,  Claudio Tucci, giornalista de IlSole24Ore, Giovanni Biondi, presidente  INDIRE, Ludovico Albert presidente della Fondazione per la scuola della Compagnia di S. Paolo.

Mentre la ricchissima  sessione internazionale del convegno ha consentito il confronto con esperienze di direzione innovativa di scuole del Kosovo, della Finlandia e dell’Australia.

4. I lavori hanno consentito infine di mettere a fuoco alcune proposte e richieste che DiSAL presenta alla politica, all’amministrazione ed al mondo scolastico.

A. Le nostre proposte:

*  un quadro normativo che inverta gli annuali processi di “riforme dall’alto”, dia piena attuazione all’autonomia scolastica – come ha sostenuto il Coordinatore nazionale degli Assessori Regionali  alla Formazione  –  e sostenga, in un adeguato quadro istituzionale, la libera aggregazione delle scuole in “reti di scopo”, per sperimentare proposte di innovazione organizzativa e didattica, condivise con enti locali, associazioni ed imprese;

*   nell’ambito di un curricolo nazionale molto essenziale, la possibilità per le istituzioni scolastiche autonome di elaborare, fino a un terzo  del quadro orario, un curricolo scolastico adeguato al territorio , utilizzando le partnership necessarie, in particolare per rispondere:  al disagio  dei giovani ed alle loro difficoltà,  alla preparazione al mondo del lavoro, alla domanda di un’offerta formativa di qualità.

B.  Le nostre  richieste:

avviare immediatamente il concorso alla dirigenza delle scuole statali per risolvere l’assurda situazione che prevede per il settembre 2018 la metà delle scuole statali italiane senza un dirigente titolare e per giungere ad eliminare l’ingiusto  istituto della reggenza;

separare per il corrente anno scolastico il percorso di valutazione dei dirigenti scolastici – indispensabile ad un moderno sistema di istruzione – dalla retribuzione di risultato, al fine di consentire ai presidi, ma anche ai componenti dei nuclei di valutazione, di conoscere il portfolio, le procedure per la sua compilazione, il riallineamento dei processi di miglioramento avviati nelle scuole, con l’impegno da parte del MIUR di  rivedere per il prossimo anno gli strumenti valutativi adottati, renderli più adeguati al contesto istituzionale, oggi  privo di autonomia e di coerenti strumenti di direzione, ed avviare un percorso valutativo anche delle altre professioni della scuola;

*   rivedere il modello di formazione professionale dei DS adottato, per salvaguardare la libera scelta dei singoli su attività certificate  da un quadro  nazionale in collaborazione con le associazioni professionali;

*   riconoscere con adeguata retribuzione economica e giuridica  la professionalità, la dedizione e l’impegno dei dirigenti scolastici statali, sostenendone la specificità di azione  all’interno  dirigenza pubblica;

*   riconoscere reale parità di opportunità e servizi a chi dirige scuole del servizio pubblico statale e paritario,  con una revisione dell’attuale modello di dirigenza . Per questo DiSAL ha presentato, con il proprio Manifesto, proposte ampie e fattive nella prospettiva di una leadership educativa;

*   sostenere gli scambi professionali all’estero per agevolare, nel confronto internazionale, una nuova visione della dirigenza scolastica e della sua formazione;

*   emanare una norma di riconoscimento del servizio delle associazioni professionali alla scuola italiana, alle professione direttiva e docente, all’innovazione, alla collaborazione istituzionale.

5.   I lavori del 25° Convegno hanno confermato la positività della scommessa di DiSAL di vivere e  proporre una solidarietà professionale a favore dell’educazione e dell’istruzione, rilanciando il grande valore dell’associazionismo professionale nella scuola italiana . « DISAL rappresenta una  risorsa sia per la persona – conclude Delfino – sia per la scuola per rispondere all’attuale domanda di educazione e di istruzione dei giovani, per mantenere viva una forte idealità, oltre ogni corporativismo o conflittualità».

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