Vignali “Insegnanti fondamentali nella lotta al disagio scolastico, ma avviliti da tutti i punti di vista”

di redazione
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“Il disagio scolastico e adolescenziale è un fenomeno in aumento e crescente. Il disagio è un fenomeno silente, nel senso che si suol dire che il disagio si sente ma non si vede, ahimè quando il disagio viene percepito, quindi, acquisisce una fenomenologia oggettiva è già altro, è già disadattamento e quindi relazione disturbata con uno specifico ambiente, in questo caso proprio la scuola, o addirittura proprio devianza, quindi l acquisizione di un comportamento che tende ad infrangere una serie di norme sia di carattere giuridico che etico sociale. Questa è una situazione appunto estremamente diffusa nelle istituzioni scolastiche italiane che riprendendo il riferimento ai Neet, ossia ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non svolgono nessun tipo di attività di carattere formativo, di istruzione o di lavoro, l’Italia secondo gli ultimi dati Ocse è al secondo posto in questa triste classifica con il 26% di giovani che si trovano in questa situazione”.

Queste le parole di Daniele Vignali, Preside dell’istituto paritario Alfredo Nobel di Roma, durante un’intervista ad “askanews”, sul tema sempre preoccupante e ancora molto diffuso in Italia del disagio scolastico e dell’abbandono.

Per Vignali un ruolo importante nella lotta al disagio scolastico e all’abbandono è giocato dagli insegnanti, che possono avvicinare o allontanare i giovani alle discipline che insegnano. Però, sostiene Vignali, ” il problema è che i docenti italiani sono avviliti da tutti i punti di vista, dal punto di vista economico, stiamo parlando del monte stipendi tra i più bassi in Europa e sono assoggettati e vincolati a quest’ottica tecnocratica per cui c’ è un’ attenzione particolare, un utilitarismo particolare rispetto al fare, alla prassi invece che sull’aspetto teorico”.

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